Economia Usa a rischio recessione nel 2019
Il mercato azionario si trova già in una 'sell area' di medio e lungo periodo e le elezioni di mid term potrebbero avere ripercussioni sulla bolla speculativa americana
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“Rimaniamo decisamente negativi sulle prospettive del dollaro, perché la curva dei rendimenti Usa rischia di invertirsi nel corso del 2019. La posizione valutaria resta comunque al momento neutrale alla luce dei recenti sviluppi sulle politiche fiscali in Italia, che rischiano di creare pressioni negative sull’euro. Infine, manteniamo posizioni long sull’oro”. Maurizio Novelli, gestore del fondo Lemanik global strategy, fa un’analisi sulla situazione dei mercati e si concentra sull’azionario americano che, a suo dire, è giunto al capolinea.
“L’economia americana – argomenta l’esperto – ha di fronte a sé un periodo di rallentamento che rischia di trasformarsi in recessione da eccesso di debito entro 12 mesi. Per tutelarsi, si possono prendere posizioni ribassiste sull’azionario. La percentuale di credito speculativo negli Stati Uniti ha raggiunto livelli mai visti nella storia dell’economia americana. Il ciclo attuale è basato prevalentemente su una forte espansione del credito al consumo, che sostiene il 30% della domanda interna e che a sua volta contribuisce al 75% del Pil. Un’economia che cresce solo grazie al debito per consumi non è in realtà così forte come appare perché dipende solo da quanto costa il finanziamento di una crescita ormai quasi totalmente finanziata. Nel momento in cui il ciclo del credito rallenta o il suo costo aumenta, la forza dell’economia si dissolve in breve tempo e il ciclo cede rapidamente”.
“Il motivo per il quale la curva dei rendimenti Usa si appiattisce – sottolinea Novelli – deriva da questo e gli investitori che operano sui treasuries si aspettano l’inversione della curva e si preparano già ora alla prossima crisi. L’appiattimento della curva dice che siamo al picco del ciclo espansivo e quindi il mercato azionario americano si trova in realtà in un’area di vendita e non di acquisto”.
“Il problema oggi – conclude l’analista – non è dunque se avremo una recessione, ma se il sistema sarà in grado di reggerla”.
