Fondi comuni: l’analisi dei dati Efama a confronto con il mercato italiano
I fondi obbligazionari sono la categoria più venduta nel 2019. Il patrimonio gestito tocca i 17,7 trilioni di euro grazie all’effetto mercati. Si rafforza la raccolta di Etf
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L’industria europea dei fondi comuni d’investimento aveva iniziato il 2020 con il piede giusto, registrando buoni numeri sulla raccolta del mese di gennaio, prima che l’epidemia di coronavirus imperversasse anche fra i Paesi del Vecchio continente.
Secondo i dati della European Fund and Asset Management Association (Efama) l’anno è iniziato con una raccolta netta totale dell’industria di 137 miliardi di euro, quasi il doppio rispetto ai 70 miliardi raccolti a dicembre 2019. Di questi, 108 miliardi riguardano fondi armonizzati Ucits (vs 45 miliardi del mese precedente) mentre 29 mld sono i flussi netti indirizzati in fondi alternativi Fia, che superano di poco la raccolta di dicembre pari a 25 miliardi. Le masse totali gestite dall’industria salgono dell’1,4% a 18,050 miliardi di euro.
Fonte: Efama
“Gennaio è stato un mese importante per gli Oicvm e i fondi di investimento alternativi, dopo il rimbalzo già sperimentato nel quarto trimestre dell’anno scorso”, commenta Bernard Delbecque, senior director for economics e research, che non dimentica però la crisi epidemica da coronavirus e ne riconosce l’impatto che essa avrà un impatto importante anche sui risultati annuali dell’industria del risparmio gestito a livello europeo. “Con il senno di poi, l’anno 2020 sarà caratterizzato dalla crisi del coronavirus e ci vorrà del tempo prima che la raccolta netta raggiunga nuovamente il livello elevato registrato a gennaio”, osserva l’esperto.
Dal confronto fra il mercato europeo e quello italiano emerge una divergenza su gennaio. L’industria italiana ha chiuso in flessione per 4,7 miliardi di euro ma grazie all’effetto positivo dei mercati il patrimonio complessivamente gestito ha raggiunto quota 2.321 miliardi di euro mettendo a segno un nuovo record.
Era andata meglio per l’Italia nel quarto trimestre del 2019, quando l’industria aveva censito 17,7 miliardi di euro di sottoscrizioni nette, di cui 7,3 miliardi sono stati raccolti dalle gestioni collettive e 10,3 miliardi sono entrati nelle gestioni di portafoglio. Nell’intero 2019 il sistema italiano ha totalizzato flussi in ingresso per 76,7 miliardi.
A livello Ucits i fondi monetari hanno registrato un flusso netto positivo di 48 milioni a fronte di ingressi per 18 miliardi a dicembre. I fondi Ucits a lungo termine hanno raccolto 60 miliardi di euro – in linea con dicembre (62 miliardi).
Scomponendo per categorie è l’Obbligazionario a far la parte del leone con 30 miliardi di raccolta, sette in più rispetto ai 23 mld di dicembre. Segue l’Azionario che però con i suoi 17 miliardi non riesce a superare i 26 mld raccolti il mese precedente. Performance in linea per il comparto Multi-Asset, 11 miliardi contro i 10 di dicembre.
