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Articolo pubblicato su FR MAGAZINE | Ott – Nov 2018 |
Sono diversi i settori finiti sotto la lente degli investitori. Tra questi i più promettenti sono quelli immobiliare, della new energy e dell’acqua
Il gruppo di esperti creato dalla Commissione europea nell’ambito dell’Action Plan per individuare gli ambiti dell’attività economica più sostenibili è già al lavoro e la classificazione (prevista per il 2019) costituirà il quadro di riferimento per le successevi azioni normative. L’obiettivo della Commissione è creare una mappatura delle attività economiche per consentire di indirizzare al meglio le risorse finanziare così da supportare la transizione verso un sistema produttivo sostenibile, circolare, resiliente e a basso impatto carbonico. Nell’attesa, però, gli investitori non sono stati a guardare e hanno individuato quei settori che da una parte sembrano avere il maggiore potenziale in termini di “impatto” o che risultano maggiormente esposti ai rischi ESG e che, dall’altro, promettono un buon ritorno in termini di investimento. Gli strumenti messi a punto dalle case di investimento comprendono fondi tematici dedicati a particolari settori, Etf Esg compliant e gestioni patrimoniali mirate.
Energia e mobilità
Tra i settori con maggior potenziale, naturalmente quello energetico, dei trasporti, delle risorse naturali ma anche il Real Estate. In particolare di grande interesse il settore delle energie rinnovabili, complice la crescente consapevolezza delle sfide poste dal cambiamento climatico ma anche l’andamento tendenziale del prezzo del petrolio. Gli strumenti di investimento si focalizzano soprattutto sull’identificazione delle opportunità di investimento nel cosiddetto Cleantech ovvero la combinazione tra tecnologie digitali e fonti d’energia alternative. Nell’ambito dei trasporti, invece, stanno arrivando sul mercato prodotti incentrati sull’innovazione della mobilità: investono in nuovi software, in infrastrutture per la trasmissione di dati necessarie a supportare la guida autonoma, in sistemi avanzati di guida assistita per la sicurezza stradale, in applicazioni per il ride sharing, oltre che naturalmente in veicoli elettrici.
Risorse esauribili
Oltre all’energia, sotto osservazione è finito anche il mondo delle risorse esauribili sottoposte a forte stress. In particolare c’è una forte attenzione verso il settore dell’acqua. Considerata la forte esposizione dell’acqua ai rischi quali il deterioramento delle qualità dell’acqua o la riduzione di disponibilità, ma anche la criticità di una risorsa con un impatto così forte sulla vita delle persone, l’integrazione di valutazioni Esg è particolarmente critica per gli investitori attenti alla sostenibilità. Sono numerosi i fondi e gli Etf che investono in aziende che offrono tecnologie, prodotti o servizi connessi alla catena del valore del settore idrico, ad esempio la distribuzione, la gestione e il trattamento dell’acqua, nonché l’irrigazione.
Real Estate
Un altro settore che ha le caratteristiche adatte ad attrarre gli investitori attenti alla sostenibilità è quello del Real Estate (storicamente ad alta impronta carbonica, sia nella fase di costruzione sia nella fase di utilizzo, ritenuto responsabile di circa il 30% delle emissioni annuali globali di gas serra). Un comparto oggi all’avanguardia nella ricerca e nell’innovazione, con edifici green che promettono di essere più efficienti dal punto di vista energetico e costruttivo e più economici da gestire. E non si parla solo di nuovi edifici, ma anche di riqualificazioni ambientali e sociali, miglioramento delle prestazioni energetiche, riciclo e recupero dei materiali edili. Il Real Estate può rispondere anche all’investitore attento agli aspetti sociali con investimenti nel social housing, nonché negli edifici strumentali al settore dell’educazione o della terza età.
L’abbigliamento
L’impegno verso la sostenibilità è forte anche in settori che magari non beneficiano di prodotti di investimento dedicati ma che sono all’attenzione dei gestori nell’ambito di un portafoglio diversificato. Tra questi, sicuramente il settore dell’abbigliamento, il secondo settore più inquinante a livello globale e responsabile di condizioni di lavoro spesso precarie: catena della fornitura non controllata, sfruttamento dei lavoratori, inquinamento delle acque, emissioni, deforestazione,ecc. Se l’accorciamento della vita media dei capi sta facendo crescere la rilevanza di queste sfide, l’industria si è mobilitata anche attraverso la creazione delle Sustainable Apparel Coalition (Sac) il cui scopo è limitare l’impatto negativo dell’industria e massimizzare l’influenza positiva sui propri stakeholder. L’elaborazione da parte di Sac di un indice di sostenibilità (Higg Index) sta aiutando anche le industrie di questo settore a rendere più trasparenti i propri sforzi verso la sostenibilità e più appetibili per gli investitori Esg.