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In 5 anni l’industria dei fondi cinese è cresciuta ad un ritmo doppio rispetto agli Usa. I prodotti a contenuto azionario sono meno della metà di quelli monetari: una riduzione di questo gap può fornire un boost ai rally delle Borse di Shanghai e Shenzhen
Non solo il tradizionale ‘fai-da-te’ dietro l’exploit delle Borse di Shanghai e Shenzhen. A confermare l’elevata propensione al risparmio del popolo cinese c’è anche il picco d’interesse verso i fondi comuni d’investimento che negli ultimi mesi hanno visto lievitare la raccolta.

Nei primi cinque mesi del 2020 l’industria dei fondi comuni in Cina è cresciuta del 20% ed arriva a contare masse in gestione (asset under management, Aum) per CNY 15,8 trilioni (2,2 trilioni di dollari), secondo i dati della Asset Management Association of China (AMAC) – l’Assogestioni cinese. Per l’organo di categoria, tutti i tipi di fondi cinesi hanno registrato una raccolta netta positiva nel 2020, nonostante le note vicissitudini dovute allo scoppio della pandemia da coronavirus.
Allungando l’orizzonte temporale, la fotografia è ancora più nitida. L’industria del risparmio gestito della Cina è cresciuta ad un tasso annuo composto (Cagr) del 12% negli ultimi cinque anni mentre il settore negli Usa si è fermato al +6%.
Questo trend ha spinto al rialzo i mercati finanziari dell’ex Impero Celeste che dopo il brusco inizio di anno si sono ripresi velocemente. Oggi gli indici azionari Shanghai Composite e il CSI 300 sono fra i pochi a livello mondiale a poter vantare performance positive a due cifre.
La crescita delle masse in gestione dei fondi cinesi è influenzata da molti fattori, sostiene Fitch Ratings, fra i quali emergono “l’aumento dell’offerta di moneta, una maggiore propensione al risparmio degli investitori – dimostrata secondo l’agenzia di rating dai grandi afflussi verso i fondi monetari di grandi dimensioni – e il fatto che il Paese abbia allentato per primo le misure restrittive di lockdown da Covid19”.
Il mercato dell’asset management in Cina

I flussi finanziari diretti verso il mondo del risparmio gestito sono equamente distribuiti fra clienti istituzionali e retail. I primi prediligono l’investimento in fondo obbligazionari, mentre gli investitori al dettaglio ripongono maggior fiducia nei fondi azionari, nei bilanciati e soprattutto in quelli del mercato monetario.

Quest’ultima categoria di fondi è quella che va per la maggiore in tutto il Paese: con una quota di 8,4 trilioni CNY di asset in gestione alla fine di maggio, i fondi monetari rappresentano più della metà dell’offerta di prodotti di risparmio gestito in Cina.
I prodotti a contenuto azionario sono ancora una minoranza in Cina, sottolinea il report “Inflows Into Chinese Mutual Funds After Coronavirus Outbreak” stilato da Fitch Ratings, ecco perché alcuni analisti sostengono che gli indici cinesi abbaino ancora molto carburante da poter utilizzare per il loro rally.

Ecco la classifica dei primi 10 asset manager in Cina per patrimonio gestito: il primo Tian Hong Asset Management è leader assoluto nel campo dei prodotti del mercato monetario con una market share di oltre il 15%. Questo asset manager è quello che si occupa della gestione di Yu’e Bao, il più grande fondo monetario del mondo promosso da Ant Financial, l’affiliata di Alibaba che al suo interno contiene la famosa app di pagamenti Alipay attraverso la quale i cinesi dirottano la loro liquidità direttamente sul fondo.