Portafogli, la sfida è tenere a bada la volatilità (e approfittarne)
Anche le fasi di forte oscillazione possono essere l’occasione per riposizionare il proprio portafoglio, mantenendo ben saldo l'obiettivo principale dell'investimento. Ecco come
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Il 2021 sarà l’anno della ripresa: lenta nei mercati sviluppati, cauta e disomogenea in quelli emergenti. Ma soprattutto può essere l’anno, per gli investitori, di un’importante cambio di prospettiva del punto di vista del rendimento, con il passaggio ad un approccio che tenga conto del possibile sviluppo a lungo termine degli investimenti anche dal punto di vista ambientale e sociale. A prevederlo sono gli esperti di Triodos Investment Management nel Global Investment Outlook 2021, in cui sollecitano il settore degli investimenti a definire scelte diverse per uscire vittoriosi dalla crisi attuale: dalla contrapposizione tra il rally borsistico e le sfide ambientali, sociali ed economiche senza precedenti che il mondo sta affrontando, emerge infatti una chiara discrepanza.
“Per il 2021 ci aspettiamo una ripresa della crescita globale, sia nelle economie emergenti che in quelle sviluppate”, assicurano gli esperti. In tutto il mondo gli importanti mercati finanziari hanno potuto evitare l’impatto della crisi economica grazie agli interventi delle banche centrali e alle speciali misure fiscali. Alla luce di questo, con livelli di indebitamento ai massimi storici e prospettive economiche incerte, Triodos IM si mantiene cauta nella distribuzione del portafoglio: neutrale sulle obbligazioni, negativa riguardo alle azioni statunitensi e leggermente positiva per quelle giapponesi ed europee.
Ma veniamo alle prospettive. Per quanto riguarda i mercati sviluppati, gli esperti prevedono che la ripresa sarà lenta, soprattutto a causa delle ricorrenti misure restrittive. I livelli di attività economica pre-pandemica potranno essere raggiunti solo quando il vaccino sarà ampiamente disponibile. Nonostante gli sviluppi positivi in questo senso, Triodos IM non ritiene che una diffusione ottimale possa essere raggiunta prima della seconda metà del 2021. Nel frattempo è lecito aspettarsi nuovi stimoli economici. “Perché la ripresa diventi sostenibile e inclusiva bisognerà operare scelte politiche coraggiose – osserva Joeri de Wilde, investment strategist -. Questo potrebbe essere il primo passo verso un sistema economico fondamentalmente nuovo, in grado di affrontare le sfide del nostro tempo: cambiamenti climatici, perdita di biodiversità e disuguaglianza sociale”.
Le previsioni di Triodos IM per i mercati emergenti e quelli in via di sviluppo indicano una ripresa cauta e disomogenea nel 2021, con rischi tendenti al ribasso. Dopo quasi un anno di crisi globale e di stimoli senza precedenti, il supporto sta ormai volgendo al termine per la maggior parte dei Paesi emergenti. Secondo gli esperti vi è tuttavia un’oscillazione che potrebbe aiutare nel prossimo anno alcuni di loro a compensare in parte l’impatto della pandemia: la ripresa della Cina.
Pechino, seconda economia del mondo per dimensioni, ha un ruolo fondamentale in termini di domanda di materie prime e come fornitore di credito estero e produttore ad alto valore aggiunto nel campo dell’alla tecnologia. “Si prevede che i paesi emergenti riceveranno un nuovo sostegno grazie all’aumento dei flussi commerciali e all’accesso ai mercati dei capitali – sottolinea Maritza Cabezas Ludena, investment strategist -. Tuttavia, per poter partecipare alla ripresa economica, i Paesi a basso reddito con grandi deficit di finanziamento dovranno fare affidamento sulla riduzione del debito e sul finanziamento agevolato”.
Nella parte tematica del Global Investment Outlook, gli strateghi di Triodos IM hanno scelto di mettere a fuoco il settore degli investimenti a lungo termine. Assumendo che il contesto sociale, politico ed economico rimarrà molto incerto e che le valutazioni saranno elevate in tutti i settori, prevedono che nei prossimi anni il livello dei rendimenti finanziari sarà generalmente più basso. A loro avviso, i venti di coda degli investimenti sono cambiati: quelli degli ultimi quarant’anni, volti a favorire rendimenti più elevati, si sono trasformati in venti contrari che hanno portato su tutta la linea a rendimenti a lungo termine più limitati.
Dunque, l’industria finanziaria dovrebbe ormai considerare diversamente l’aspetto del rendimento. Per gli strategist è necessario un approccio nuovo e più lungimirante per poter valutare il possibile sviluppo dei rendimenti a lungo termine degli investimenti. Di fronte alle sfide che il mondo si trova ad affrontare relativamente al degrado degli ecosistemi, alla perdita di biodiversità, alla crescente disuguaglianza e polarizzazione sia all’interno delle società che fra di esse, aspettarsi gli stessi rendimenti del passato equivarrebbe a finanziare un collasso: sarebbe un obiettivo forse possibile a breve termine, ma inevitabilmente disastroso nel lungo percorso.
Ecco perché gli esperti di Triodos IM non hanno dubbi sul fatto che queste sfide debbano essere prese in considerazione in ogni quadro strategico dell’asset allocation, e invitano a valutarle con spirito positivo investendo in modelli di impatto e transizione. Nella convinzione che questo approccio contribuirà a limitare i rischi e a garantire rendimenti positivi a lungo termine.
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