3 min
Sul piatto 2,3 milioni di dollari per ammodernare le infrastrutture essenziali al pari di quelle digitali e quelle per la transizione energetica
Il presidente Usa Joe Biden ha annunciato un piano infrastrutturale da 2,3 trilioni di dollari, volto a riparare ponti, ammodernare autostrade e strade, sostituire impianti di tubazione per le forniture domestiche e molto altro ancora. Un boost che induce gli esperti a valutare con ulteriore ottimismo il mercato statunitense di un settore – le infrastrutture, appunto – che di suo sta vivendo una fase particolarmente positiva.
“L’amministrazione Biden ha avviato il suo mandato con una chiara priorità: affrontare la crisi economica e sanitaria”, commenta Marco Avonto, responsabile per la Clientela Istituzionale in Italia, Grecia e Cipro di Natixis Investment Managers. “Dopo aver istituito una task force per accelerare le vaccinazioni – prosegue – l’attenzione si è rapidamente spostata sul pacchetto di interventi economici. Per quanto riguarda in particolare il settore infrastrutturale, le misure hanno una taglia decisamente robusta, e il neo presidente ha annunciato di voler cercare l’appoggio repubblicano”, aggiunge.
Secondo Avonto, questo innescherà una forte dialettica tra Democratici e Repubblicani, soprattutto perché mentre i secondi si concentrano maggiormente sulle infrastrutture“tradizionali” (ponti, strade, aeroporti) senza trascurare tuttavia banda larga e rete elettrica, mentre i democratici vorrebbero un maggior focus su infratrutture più “soft” e legate alla transizione energetica. “Una cosa sembra tuttavia certa: il piano di investimenti pubblici in ambito infrastrutturale sarà poderoso e rappresenterà un’opportunità senza precedenti storici recenti”, afferma Avonto.
“Il piano per l’occupazione americano da 2,3 trilioni di dollari può essere suddiviso in due parti principali: tre quarti di esso saranno utilizzati per migliorare le infrastrutture fatiscenti (scuole, edifici pubblici, trasporti, acqua, eccetera). E il restante quarto è destinato all’innovazione e all’industria occupazione”, commenta Marc Caretti, gestore azionario Raiffeisen Capital Management. Guardando il piano in modo più strategico, circa il 55% della spesa è destinato ad affrontare le sfide del cambiamento climatico e quasi un quarto a favorire il trasferimento di catene del valore strategiche, come semiconduttori e prodotti farmaceutici; il resto va principalmente alle infrastrutture di base (scuole, edifici pubblici, ecc.) e ad una politica di assistenza agli anziani. “Dal lato del clima, il piano si concentrerà sul sostegno al trasporto pubblico, sullo sviluppo di auto elettriche per fare degli Stati Uniti un leader mondiale e anche sul potenziamento della rete elettrica per favorire la circolazione dell’energia prodotta da energie rinnovabili; per quanto riguarda il digitale, si prevede di investire nella copertura nazionale della banda larga e di abbassare i prezzi di accesso a Internet”, argomenta Caretti, ricordando che dato che il piano deve essere .
Secondo Avonto di Natixis, in questo contesto le opportunità migliori risiedono “nella giusta combinazione di infrastrutture ‘essenziali’, che hanno dimostrato una forte ‘resilienza’ nel corso della crisi pandemica (penso soprattutto al mondo della logistica e dei trasporti, con l’ovvia esclusione di quello aeroportuale), senza trascurare il segmento delle infrastrutture digitali, sempre più centrale in un mondo, quello Occidentale, che ha visto mutare radicalmente i modelli lavorativi e di consumo; per quanto attiene invece il tema della transizione energetica, stanno emergendo interessanti opportunità anche al di fuori del comparto “tradizionale” delle energie rinnovabili: penso al segmento dell’electrical mobility e dello storage”.
L’esperto di Natixis osserva che la nuova amministrazione è chiaramente più vicina ai temi della transizione energetica ed è importante sottolineare quanto diverso sia l’approccio rispetto all’era Trump, che invece aveva portato gli USA fuori dagli accordi di Parigi. Peraltro, come ricorda Caretti di Raiffeisen, le promesse della campagna di Donald Trump del 2016 su un massiccio pacchetto di infrastrutture non erano state mantenute. “Durante i suoi quattro anni in carica, Donald Trump non è riuscito a far avanzare la legislazione sulle infrastrutture al Congresso, lasciando l’infrastruttura della potenza leader mondiale in uno stato indegno; detto questo, lo stato delle infrastrutture negli Stati Uniti è andato costantemente peggiorando, con una tendenza al ribasso dei bilanci dalla metà degli anni ’80”. Per Caretti le società che probabilmente trarranno maggiori benefici dal piano sono quelle relative alle infrastrutture per l’energia pulita, alla transizione energetica e alle infrastrutture digitali. “Attualmente, in una prospettiva a lungo termine, il modo più appropriato per beneficiare di questo pacchetto infrastrutturale è investire in azioni”, aggiunge.
Vuoi ricevere ogni mattina le notizie di FocusRisparmio? Iscriviti alla newsletter!
Registrati sul sito, entra nell’area riservata e richiedila selezionando la voce “Voglio ricevere la newsletter” nella sezione “I MIEI SERVIZI”.