I consulenti finanziari italiani scelgono l’obbligazionario per gestire il rischio
26 luglio 2018
di La Redazione
1,30 min
È quanto emerge dal recente sondaggio globale di MFS Investment Management sul sentiment nel comparto del reddito fisso
Andrea Baron, managing director di MFS Investment Management Italia
“La fiducia che i consulenti finanziari in Italia ripongono nella gestione attiva degli investimenti obbligazionari supera di gran lunga quella negli investimenti passivi”. Lo rivela il sondaggio globale di MFS Investment Management. Entrando nello specifico dalla ricerca emerge che “circa il 70% dei consulenti finanziari intervistati crede che le gestioni obbligazionarie attive siano in grado di realizzare i rendimenti previsti, rispetto – soltanto – al 29% per le gestioni passive. Inoltre, il 64% dei consulenti finanziari concorda che la gestione attiva nel reddito fisso sia l’opzione migliore per sfruttare le opportunità di alpha in diversi cicli di mercato, mentre il 62% dei consulenti ritiene che gli investimenti obbligazionari attivi siano la soluzione migliore per centrare gli obiettivi di lungo periodo.
“Le dinamiche del mercato svolgono un ruolo importante nella composizione dei portafogli obbligazionari. Dopo un periodo prolungato caratterizzato da tassi di interesse estremamente bassi in Europa, e in tutto il mondo, potrebbe esserci la tentazione tra i consulenti finanziari di perdere la fiducia nel valore delle gestioni attive”, ha dichiarato Andrea Baron, managing director di MFS Investment Management Italia. “Col rialzo dei tassi di interesse, il ciclo economico potrebbe avviarsi al termine mentre la volatilità è in aumento. È logico dunque che gli investitori si rivolgano alle gestioni attive nel reddito fisso alla ricerca di un migliore controllo del rischio dopo il rally che dal 2009 interessa il mercato azionario”.
“I consulenti – si legge nella ricerca MFS – riconoscono i vantaggi potenziali delle gestioni attive in termini di valore aggiunto per i portafogli dei loro clienti, soprattutto nel reddito fisso. Secondo i risultati del sondaggio, ricercano i gestori attivi che conferiscono valore aggiunto attraverso la gestione della duration (58%) e la gestione del rischio (75%)”.
“Crediamo – conclude Baron – che un approccio attivo al reddito fisso possa conferire valore aggiunto agli investitori. Iniziamo a rilevare i segnali della conclusione dell’attuale ciclo economico. Di conseguenza, gli investitori probabilmente vorranno investire una percentuale più alta del portafoglio nel reddito fisso. Una maggiore comprensione dell’esposizione obbligazionaria e dei rischi sottostanti è dunque prioritaria per i consulenti e per i loro clienti”.
La fiducia nel professionista della consulenza e la sua affidabilità sono i principali fattori che guidano la fedeltà degli investitori, rispetto ai quali anche il costo passa in secondo piano. L’evidenza dall’indagine di IWBANK Private Investments/Demia, “Il futuro è oggi”.
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