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Gli advisor italiani continuano ad affidarsi alla gestione attiva per rispondere alle esigenze degli investitori in mercati volatili. I risultati del Natixis Investment Managers Global Survey of Financial Professionals 2018.
La necessità di gestire le emozioni dei clienti in risposta agli eventi del mercato e i rischi a essi associati possono essere una sfida per i consulenti finanziari, ma la strada da seguire è chiara: secondo il 78% dei consulenti finanziari italiani partecipanti a un sondaggio realizzato da Natixis Investment Managers il mercato attuale è favorevole a una gestione attiva.
Il 77,4% dei consulenti finanziari italiani ritiene che il protrarsi dell’attuale fase bullish del mercato ha reso gli investitori compiacenti rispetto all’assunzione del rischio, anche se l’81,3% afferma che i clienti non riescono a riconoscere il livello di rischio insito nei propri investimenti fino a quando questo non si manifesta.
L’analisi della performance di 241 portafogli prudenti condotta dal servizio Portfolio Clarity di Natixis Investment Managers evidenzia che, nel primo trimestre 2018, i portafogli costruiti in modo preponderante con investimenti attivi hanno sovraperformato di 26 punti base i portafogli passivi.
Sfruttare il vantaggio offerto dalla gestione attiva

Fonte: Portfolio Research and Consulting Group (PRCG). Dati basati su 241 portafogli prudenti analizzati dal PRCG da ottobre 2017 a marzo 2018. I dati presentati si riferiscono alle performance passate e non sono indicativi dei risultati futuri.
Questa tendenza sembra riflettersi in gran parte sugli investimenti passivi effettuati dagli investitori. Quasi tre quarti (73,3%) dei consulenti finanziari interpellati ritiene che gli investitori individuali non siano consapevoli dei rischi dell’investimento passivo, e il 70% afferma che gli individui hanno un falso senso di sicurezza riguardo a questa tipologia di investimento.
A marzo 2018 il Natixis Center for Investor Insight, in collaborazione con CoreData Research, ha condotto un’indagine su scala mondiale che ha coinvolto 2.775 consulenti finanziari (di cui 150 in Italia) in 16 paesi, interpellandoli riguardo alle sfide del mercato e al modo in cui stanno posizionando i portafogli dei clienti di fronte ai diversi rischi connessi agli investimenti.
Gestione attiva prima di tutto
L’esigenza di gestire le reazioni emotive che si riflettono sulle decisioni di investimento è ben chiara ai consulenti finanziari che cercano di anticipare mercati sempre più volatili. A tal fine, si rivolgono a gestori attivi e utilizzano gli strumenti alternativi.
Nonostante nell’indagine di Natixis del 2016 i consulenti si aspettassero che le loro allocazioni attive si sarebbero ridotte del 63%, a livello globale i consulenti finanziari negli ultimi due anni hanno aumentato leggermente il peso delle strategie attive, passando dal 68% del 2016 all’attuale 69%.
In Italia, i consulenti finanziari affermano che l’80% dei loro portafogli è focalizzato sulla gestione attiva. Gli intervistati affermano che le strategie passive, al contrario, sono utilizzate principalmente per le loro commissioni più basse (60,6%), lasciando agli investitori un falso senso di sicurezza riguardo agli investimenti passivi.
Gli alternativi guadagnano terreno
Nel primo trimestre sono state riviste le proiezioni sull’aumento della volatilità, mentre l’effervescenza dei mercati si gonfiava per effetto dell’incertezza politica e del rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve.
Aumento progressivo della volatilità nel corso del 2018

Fonte: Natixis Investment Managers Global Survey of Financial Professionals 2018
I consulenti italiani interpellati da Natixis hanno spiegato di affrontare questo contesto di mercato sfidante con un’ampia applicazione di strategie tra i portafogli dei clienti. In particolare, l’80,6% dei consulenti finanziari italiani raccomanda l’utilizzo di strumenti alternativi per migliorare la diversificazione dei portafogli e contribuire a mitigare il rischio in un contesto di mercato sempre più volatile.
Gli intervistati indicano più comunemente le strategie real estate (46,7%) le strategie di asset allocation tattica globali (36%) e le strategie long-short equity (24,7%) tra quelle consigliabili per raggiungere l’obiettivo della diversificazione e gestire la volatilità.
Al fine di ridurre il rischio di portafoglio, i professionisti finanziari italiani affermano inoltre di utilizzare le strategie market neutral (29,3%), long-short credit (27,3%), managed futures (18,7%), e le option writing (16%).
Volatilità, no a reazioni emotive
A livello italiano, quasi la metà (42,7%) dei professionisti finanziari intervistati ha dichiarato che i propri clienti hanno reagito in modo emotivo alla maggiore volatilità dei mercati all’inizio di quest’anno.
Consulenti, la sfida dell’imprevedibilità di comportamento dei clienti

Fonte: Natixis Investment Managers, Global Survey of Financial Professionals condotta da CoreData Research, marzo 2018. L’indagine ha riguardato 150 investitori istituzionali italiani
Alla richiesta di descrivere quale sia stato il loro ruolo, l’84% ha dichiarato che il loro compito è stato quello di guidare i clienti a gestire il lato emotivo dell’investimento, fungendo da voce della ragione nei periodi di elevata volatilità e aiutando i clienti a prendere decisioni più razionali.
Secondo il 63,9% degli intervistati, in cima alla lista delle priorità c’è stata la necessità di fornire indicazioni chiare nella definizione e raggiungimento degli obiettivi, seguito da una formazione finanziaria continua ai clienti (57,3%).
I movimenti di mercato restano sotto la lente
Guardando ai rischi legati agli investimenti, dal sondaggio emerge che i consulenti finanziari italiani considerano il rialzo dei tassi, il restringimento del quantitative easing e la volatilità le principale minacce potenziali sui mercati: il 75,3% dichiara che il rialzo dei tassi impatterà negativamente sui ritorni nel 2018, seguito dalle misure in termini di quantitative easing (70%), dall’aumento della volatilità (68%), dall’esistenza di bolle speculative (57,3%) e dal contesto di bassi rendimenti (52,9%). Il 57,3% pensa invece che la regolamentazione non avrà nessun impatto sulle performance, così come il 44% non è preoccupato degli effetti degli eventi geopolitici.
In merito all’impatto del rialzo dei tassi a breve: i consulenti finanziari italiani affermano che l’aumento dei tassi di interesse a breve dovrebbe influire negativamente sulla volatilità dei bond (77,3%) e quella complessiva del mercato (72,7%s), sul mercato del credito (57,3%) e su quello delle abitazioni (55,3%), sui valori azionari (46%).
Per quanto concerne i rischi più gravi percepiti dai consulenti finanziari italiani per i portafogli dei clienti figurano gli aumenti dei tassi di interesse (63,3%), i picchi di volatilità dei prezzi delle attività (61,3%) e i bassi rendimenti (53,3%). I consulenti finanziari si stanno già attivando per mitigare l’impatto dell’aumento dei tassi sui portafogli, con il 46% che sta gestendo la duration delle obbligazioni.