Perché GameStop dovrebbe preoccupare i consulenti finanziari
In un’epoca in cui molte certezze si sciolgono come neve al sole è bene non sottovalutare il fenomeno del “fai da te”. La sfida dei consulenti finanziari
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In Italia c’è il rischio che si verifichi un caos come quello avvenuto la scorsa settimana sulle azioni GameStop? È una domanda che rimbalza nella testa di tanti consulenti finanziari preoccupati di dover dar poi conto ai rispettivi clienti di movimenti anomali su titoli presenti nel proprio fondo o portafoglio.
Iniziamo con il dire che le norme di Consob che regolano lo short selling e quelle applicate da Borsa Italiana per i titoli con una forte volatilità sono molto più stringenti che negli Stati Uniti, alla Borsa di New York dove GameStop è quotata.
“Il meccanismo di maggior controllo che c’è in Europa avrebbe bloccato sul nascere la speculazione che invece abbiamo visto sul titolo GameStop”, commenta Eugenio Sartorelli, trader professionista e membro del comitato scientifico di Siat (l’associazione degli analisti tecnici italiani).
Borsa Italiana prevede una sospensione temporanea per eccesso di volatilità, sia al rialzo che al ribasso, per tutti quei titoli il cui prezzo registra variazioni di valore eccessive, come abbiamo visto nel corso delle sedute campali di febbraio e marzo 2020.
“La società che gestisce il mercato si prende il tempo di capire cosa sta avvenendo sul book del titolo e nel caso riscontri anomalie può segnalarlo all’autorità di vigilanza”, spiega Sartorelli.
Inoltre, tutti gli investitori hanno l’obbligo di notifica delle proprie esposizioni corte alla Consob, qualora queste raggiungano la soglia dello 0,1% del capitale sociale della società emittente considerata (soglia obbligatoria dal 16 marzo 2020 fino al 19 marzo 2021, allorquando si tornerà alla vecchia soglia “pre-Covid” dello 0,5%).
Proprio in base alle rilevazioni giornaliere che Consob compie, è possibile risalire alle società quotate su Borsa Italiana che al momento in cui si scrive hanno il maggior numero di posizioni nette corte aperte da parte degli investitori.
Secondo la ricostruzione dell’inserto L’Economia del Corriere della Sera fra i titoli italiani più shortati dai grandi fondi hedge internazionali compaiono i nomi di Saipem, Banca Mps e Leonardo.
Fino ad ora la maggior parte delle operazioni ha preso la direzione auspicata dai fondi, eccetto che nell’ultimo anno hanno preso la via del rialzo come Diasorin, Finecobank, Amplifon e Stm.
Per quanto riguarda gli Usa la Sec ha acceso un faro su quanto accaduto. “Credo che le condizioni straordinarie che si sono create richiedano un lavoro coordinato fra Sec, Borsa e broker per far luce sui retroscena che hanno determinato questa azione”, commenta Filippo Diodovich, senior market strategisti di IG. “È possibile che dietro la salita repentina del titolo GameStop vi sia uno schema pump e dump – spiega l’esperto – alimentato da alcuni investitori interessati a far girare notizie misleading per gonfiare il titolo azionario”. Secondo Diodovich ci possono essere soggetti importanti anche istituzionali che hanno contribuito ad aumentare l’euforia all’acquisto.
Il compito della vigilanza, però, non si prospetta semplice. “Sarà difficile risalire alle vere identità di chi si cela dietro i profili anonimi dei forum”, conclude l’esperto di IG, “in ogni caso, il ruolo del broker verso i propri clienti è quello di informare dei fortissimi rischi che si corrono quando si fanno operazioni di questo genere. Quella di vietare la negoziazione su un titolo o aumentarne i costi (commissioni e spread, ndr) è uno strumento a disposizione del broker che può essere utilizzato”.
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