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Esiste un solo modello di crescita urbana possibile ed è quello che punta alla sostenibilità. Ecco come Coima Sgr sfrutta questo trend e come intende impattare positivamente sull’economia reale italiana
Nasce Coima Esg City Impact Fund, il primo fondo italiano di investimento chiuso che investirà in rigenerazione sostenibile del territorio a livello nazionale. Il nuovo fondo, che punta sulla sostenibilità (con obiettivi misurabili di impatto Esg), è stato presentato nei giorni scorsi a Milano da Coima Sgr, società indipendente leader nella gestione patrimoniale di fondi di investimento immobiliare per conto di investitori istituzionali.
La scelta di Coima di adottare un approccio in grado di generare un benessere più diffuso e sostenibile si rafforza per effetto della crisi pandemica ed economica: proprio questa situazione di emergenza offre al nostro Paese, per le sue specificità, una straordinaria opportunità.
“L’Italia dei mille campanili – dice Manfredi Catella, fondatore e CEO di Coima – può rappresentare un modello di sviluppo territoriale sostenibile e alternativo a quello della concentrazione in megacities. Che è un trend secolare, né negativo né positivo. La crisi pandemica rappresenta l’opportunità per accelerare un cambio di paradigma e realizzare un Green Deal, composto secondo le vocazioni italiane, che potrebbe consentire al nostro Paese una leadership in Europa e nell’area del Mediterraneo che possa diventare benchmark per i nuovi modelli di sviluppo a livello mondiale”.
Come si traduce nella pratica questa dichiarazione di intenti? Investendo, attraverso il fondo, in interventi di rigenerazione urbana e di riuso edilizio che contribuiscano all’aggiornamento dell’infrastruttura fisica nazionale rispetto all’evoluzione della domanda e alle innovazioni tecnologiche che potranno abilitare nuovi modelli sociali e fisici. I settori prioritariamente identificati sono quelli della residenza e del turismo, in particolare nell’ambito di contesti di sviluppo di rigenerazione urbana a scala di quartiere che possano contribuire alla creazione di un indotto più ampio.
“L’avvio del fondo Coima Est City Impact rappresenta un impegno al servizio dell’Italia e un contributo per sviluppare progetti di economia reale in partnership con le migliori istituzioni, università e centri di ricerca, imprenditori e aziende sia nel settore privato sia nel settore pubblico, e significativi ritorni in termini di sostenibilità”, dice Catella.
Il collocamento ufficiale del fondo segue una prima fase di raccolta già completata per circa 400 milioni di euro con Cassa Forense, Cassa Nazionale Dottori Commercialisti e Inarcassa in qualità di investitori cornerstone che hanno identificato l’iniziativa come strategica per veicolare investimenti nell’economia reale del Paese.
La potenzialità di investimento del fondo è dunque già superiore a 1,5 miliardi, con una pipeline già identificata di oltre 1 miliardo. Attraverso una raccolta progressiva e successivi aumenti di capitale durante il periodo di vita del fondo (20 anni), Coima Esg City Impact Fund si pone l’obiettivo di raggiungere questo target di raccolta, con la capacità di sviluppare oltre 4 miliardi di euro di investimenti con impatto Esg sul territorio e sull’economia reale. Da un punto di vista finanziario il fondo ha come obiettivo un tasso di rendimento (IRR) superiore al 10% nella fase di sviluppo e un dividendo stabilizzato oltre il 5% nella fase a reddito.
Gli investitori cornerstone hanno partecipato all’evento di presentazione del prodotto, rilevandone, come ha fatto Nunzio Luciano, Presidente di Cassa Forense, “la caratteristica di progetto innovativo e di grande impatto sociale per una nuova visione di sviluppo economico e territoriale in un momento grave, di decrescita del nostro Pil. Una sfida coraggiosa in un momento difficile per aiutare il Paese a invertire la rotta nel segno della crescita”.
Walter Anedda, Presidente Cassa Dottori Commercialisti, afferma di aver creduto “come Cassa Dottori Commercialisti da subito in questo progetto che, alla luce di quanto sta accadendo, diventa ancora più strategico per il rilancio dell’economia nazionale. Uno strumento che crediamo particolarmente utile soprattutto nel caso di investitori istituzionali che, oltre a diversificare ulteriormente il proprio patrimonio, hanno così la possibilità di investire in asset strategici per il Paese contribuendo alla riqualificazione del territorio e alla ripresa economica complessiva”.
“I fondi immobiliari – commenta Giuseppe Santoro, Presidente Inarcassa – in particolare quelli a sviluppo e infrastrutturali, proprio per il loro impatto diretto sul territorio dovrebbero connotarsi per caratteristiche di sostenibilità ambientale e sempre maggiore efficienza energetica. Per tali motivi Inarcassa stimola continuamente i principali gestori dei patrimoni immobiliari a introdurre e rispettare specifiche best practice nell’ambito dei processi decisionali. Senza alcun dubbio la vera differenza sulle città del futuro la faranno le idee-azioni sostenibili”.
Il fondo, in particolare, è strutturato con un approccio scalabile attraverso una architettura aperta per gli investimenti, ossia con la possibilità di ampliare il proprio impatto economico, ambientale e sociale anche attraverso coinvestimenti, partnership e apporti oltre alla leva finanziaria bancaria e di organismi sovranazionali. Tra gli esempi di sviluppo di architettura aperta, la cordata composta tra il fondo Coima Esg City Impact Fund, Covivio e Prada per la partecipazione alla procedura di vendita dello Scalo di Porta Romana a Milano.
In riferimento alla governance, a livello di società di gestione il comitato di investimento sarà integrato con le competenze del Sustainable Innovation Committee di Coima; a livello di fondo oltre al comitato consultivo dei quotisti è previsto un Comitato di Indirizzo. Di cui fanno parte i già citati Luciano e Anedda e Giovanna Melandri, Presidente Human Foundation, Ersilia Vaudo Scarpetta, Chief Diversity Officer Agenzia Spaziale Europea e Luca Valerio Camerano, Professore Università LUISS, come membri indipendenti a portare una visione altamente impacting.
“Un’ulteriore sfida messa sul tavolo dal fondo è quella dell’inclusione e del social impact – sostiene Vaudo Scarpetta – La misurabilità è importante ma altrettanto lo è la percezione, il sentire che c’è una volontà di discontinuità, la fiducia in una voglia di cambiamento che è un fil rouge del fondo, come il rispetto di luoghi e territori e delle persone che ne fanno parte. Un altro elemento è la comprensione delle barriere alla partecipazione: si parla di infrastrutture ma le barriere sono anche culturali, demografiche e sociali: i luoghi devono poter accogliere e avvicinare, ridurre differenze e distanze”.
La sfida del prossimo futuro su gioca, secondo il professor Camerano, sulle “circular smart city. Le grandi città occupano il 2% della superficie terrestre e assorbono i due terzi delle risorse, essendo responsabili tra il 70 e il 90% delle emissioni globali. La città è un crocevia per sviluppare prodotti improntati alla sostenibilità, seguendo i trend di cambiamento: l’urbanizzazione che è ineluttabile perché il 70% della popolazione mondiale vivrà nella grandi città nel 2050, e 50 milioni di italiani. Un fenomeno che porrà problemi rilevanti per la gestione delle risorse, per cui sarà necessario trasformare gli edifici rendendoli efficienti, ampliare la mobilità elettrica e mutare i sistemi di produzione basati sulle grandi centrali in sistemi polverizzati basati sulle comunità energetiche. Un tema questo che ha un impatto anche sul cambiamento climatico, effetto dell’inquinamento, tanto che 19 dei 20 anni più caldi della storia sono situati dal 2001 in poi. Le città si trasformano e vanno verso un modello di sviluppo umano sostenibile che è il cuore del City Impact Fund e l’unico modello di crescita urbana sostenibile”.