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Secondo Via Nazionale la leva finanziaria dei fondi italiani si colloca in media su livelli storicamente bassi e le scadenze sono distribuite su un arco temporale relativamente ampio
Gli effetti della pandemia Covid19 sull’attività economica e sul settore immobiliare potrebbero riflettersi negativamente sulle valutazioni degli attivi e peggiorare le condizioni di solvibilità del comparto dei fondi immobiliari italiani. Ciononostante, i rischi per la stabilità finanziaria rimangono limitati.
Sono le conclusioni che trae Banca d’Italia nel Rapporto sulla stabilità finanziaria di aprile, il primo dell’anno 2020, in cui pondera l’impatto della pandemia Covid19 sul rischio di liquidità dei fondi immobiliari di diritto italiano.

Fonte: Rapporto sulla stabilità finanziaria, aprile 2020, Banca d’Italia
Secondo gli esperti di Banca d’Italia la leva finanziaria si colloca in media su livelli storicamente bassi e l’esposizione del sistema finanziario nei confronti del settore è contenuta (pari a circa l’1% dei prestiti totali).
“I fondi italiani non sono soggetti al rischio di liquidità derivante da elevate richieste di rimborso, in quanto la normativa prevede che siano costituiti in forma chiusa. Le scadenze dei fondi immobiliari italiani sono distribuite su un arco temporale relativamente ampio: i fondi che dovranno completare le vendite dei beni in portafoglio entro il 2022, fatta salva la possibilità di attivare proroghe previste dai regolamenti di gestione, rappresentano circa il 10% del patrimonio netto complessivo del settore”, precisa la nota.
Il mercato immobiliare italiano
Nel 2019 il patrimonio dei fondi immobiliari è ancora aumentato a ritmi sostenuti (11%), sostiene Via Nazionale, grazie alla costituzione di nuovi fondi riservati agli investitori professionali. Allo stesso tempo, il valore delle compravendite di immobili è rimasto elevato.
La crescita − sostenuta principalmente da investitori esteri − si è concentrata nell’area di Milano, dove sono stati effettuati quasi la metà degli investimenti dei fondi istituiti nell’anno.
Il valore del portafoglio immobiliare dei fondi riservati agli investitori professionali ha beneficiato l’anno scorso di rivalutazioni nette positive. Nel comparto dei fondi al dettaglio, il cui patrimonio netto incide per meno del 3 per cento del totale, hanno invece continuato a prevalere le svalutazioni.