Tre strategie per un portafoglio sano e felice
Samouilhan (T. Rowe Price): "In un contesto di tassi di interesse divergenti suggeriamo agli investitori di iniziare a considerare seriamente la copertura valutaria"
1 min

Come previsto la Federal Reserve ha lasciato invariati i tassi di interesse. Il Fomc, il Comitato di politica monetaria della Banca centrale Usa, dopo essersi riunito, ha così spiegato la decisione: “Alla luce degli sviluppi economici e finanziari globali, e alle deboli pressioni sull’inflazione, il Comitato sarà paziente su tutto quanto determina quali future variazioni dei tassi sui federal funds saranno appropriate”.
Sophia Ferguson, senior portfolio manager di State Street Global Advisors, sottolinea che “la dichiarazione del Fomc non ha sorpreso il mercato in quanto, nelle prime settimane di gennaio, la Banca Centrale aveva già attentamente espresso la propria linea politica e le sue intenzioni di sospendere l’incremento dei tassi. Con i rischi di downside in aumento e l’inflazione al di sotto del 2%, le condizioni attuali offrono alla Fed la possibilità di essere più cauta rispetto al ciclo di aumento dei tassi. Con l’economia che rimane solida, la Fed aspetterà di vedere come la politica monetaria si trasmetterà all’economia reale nei prossimi mesi, prima di aumentare nuovamente i tassi d’interesse”.
Per Antoine Lesné, responsabile strategia e ricerca Emea di SPDR ETFs, “l’atteggiamento accomodante della Fed non è stato necessariamente sorprendente alla luce dei dati, solidi per quanto riguarda l’occupazione, ma leggermente in calo nel complesso. Con l’inflazione relativamente sotto controllo, questo scenario giustifica un tono più prudente in termini di normalizzazione della politica monetaria, suggerendo meno di due aumenti nel 2019. Il dollaro potrebbe indebolirsi rispetto ad altre valute e i rendimenti dei Treasury si ridurranno lungo tutta la curva favorendo questa esposizione, fattore che potrebbe essere positivo anche per il debito locale dei mercati emergenti”.
