Azionario Usa, puntare sui biofarmaceutici
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Con la pausa nell’inasprimento monetario, la Fed intende chiaramente mantenere la prudenza e la flessibilità e potrebbe crearsi un contesto favorevole per gli asset rischiosi nel breve periodo. Questo è in sintesi il pensiero di Franck Dixmier, global head of fixed income di Allianz Global Investors, in vista della riunione del FOMC del 29-30 gennaio 2019.
“La Fed – argomenta l’esperto – non dovrebbe alzare i tassi in gennaio o in marzo. La questione è se si tratti solo di una pausa o della fine annunciata del rialzo dei tassi. I mercati hanno le idee chiare: i future sui Fed funds riflettono una probabilità solo del 30% di aumento dei tassi nel 2019, e addirittura ci si aspetta un calo nel 2020. Da parte sua, comunque, la Fed si riserverà un margine di manovra, per cui non si può escludere un inasprimento nel 2019”.
“Con un tasso di disoccupazione inferiore al 4% – prosegue l’analista- la crescita Usa resta al di sopra del potenziale e gli aumenti salariali a fronte delle pressioni nel mercato del lavoro potrebbero alimentare l’inflazione. Inoltre, è interessante osservare che il tasso reale sui Fed funds, che tiene conto degli effetti dell’inflazione, è in territorio positivo per la prima volta dalla crisi finanziaria. La divergenza fra il messaggio dei mercati e quello della Banca Centrale si è quindi ridotta, ma non annullata”.
“Per gli investitori, nell’immediato, questa pausa può rappresentare una notizia positiva, che crea un contesto favorevole agli asset rischiosi. Nel medio periodo non si può escludere un rialzo dei tassi di interesse qualora l’inflazione superi il livello target”, conclude Dixmier.
