Eurozona, la seconda ondata frena la ripresa: -7,3% il Pil 2020
Per Ifo, Istat e Kof, nel quarto trimestre -2,7%. Il recupero è atteso timido nel primo trimestre 2021 (+0,7%) e più deciso nel secondo (+3,0%). Ma c’è “elevata incertezza"
2 min
Nonostante l’inasprimento delle misure restrittive in tutta Europa, l’industria del Vecchio Continente tiene e regala, alla fine di uno degli anni peggiori di sempre, un risultato “incoraggiante”. A certificarlo è Ihs Markit, secondo cui a dicembre il Pmi manifatturiero definitivo dell’Eurozona si è attestato a 55,2 punti, in rialzo dai 53,8 punti di novembre. Il dato è leggermente inferiore alla lettura preliminare di 55,5 punti, ma si tratta comunque del massimo mai raggiunto dal 2018.
“Il settore manifatturiero dell’Eurozona ha concluso il 2020 in maniera incoraggiante, riportando una delle crescite più veloci della produzione degli ultimi tre anni”, commenta infatti Chris Williamson, chief business economist di Ihs Markit. Anche con l’inasprimento delle misure anti Covid-19 di fine anno, “le aziende del manifatturiero hanno fornito un supporto fondamentale all’economia, considerato che il settore dei servizi è stato colpito più duramente dalle misure di distanziamento sociale”, prosegue l’economista, che sottolinea come la forte crescita di dicembre si sia “materializzata principalmente grazie alla forte espansione della domanda per i beni tedeschi, a sua volta agevolata dall’aumento delle esportazioni”.
E infatti, guardando ai singoli Stati, spicca il dato tedesco, con l’indice che è risultato pari a 58,3 punti, dai 57,8 del mese precedente. Un dato leggermente al di sotto dei 58,6 punti del preliminare ma che segna il livello più alto dal febbraio 2018. In rialzo anche il Pmi dell’Italia, a 52,8 da 51,5 punti di novembre, contro le attese di un aumento a 53,5. L’indicatore segnala per il nostro Paese crescita per il sesto mese di fila, posizionandosi sopra quota 50 che rappresenta la soglia di demarcazione tra espansione e contrazione del ciclo. Bene anche la Francia, il cui indice è tornato in ‘zona ‘crescita’ attestandosi a 51,1 punti, in rialzo dai 49,6 di novembre e in linea con il preliminare.
Passando al livello occupazionale nell’industria dell’Eurozona, secondo l’indice Pmi di dicembre, il dato “ha continuato a riportare tagli, seguendo il simile andamento di ripresa avutosi con la crisi finanziaria globale, con il miglioramento del mercato del lavoro arrivato dopo l’aumento della produzione”, commenta Williamson.
“Supponendo che la crescita della produzione continui, questa dovrebbe essere presto seguita dall’espansione dei livelli del personale”, sottolinea l’economista. Di conseguenza, “grazie alla capacità di ripresa del settore, pare che in questo quarto trimestre l’economia sarà colpita dalla pandemia con un’entità di gran lunga inferiore rispetto al secondo trimestre”. Inoltre, conclude Williamson, “le previsioni per i prossimi dodici mesi ai livelli più alti in quasi tre anni suggeriscono che tale tendenza potrebbe estendersi al 2021”.
.
Vuoi ricevere ogni mattina le notizie di FocusRisparmio? Iscriviti alla newsletter!
Registrati sul sito, entra nell’area riservata e richiedila selezionando la voce “Voglio ricevere la newsletter” nella sezione “I MIEI SERVIZI”.
