Fed, Pimco: “Powell tagli i tassi in modo aggressivo”
"Non siamo sicuri che l'economia Usa stia andando bene come dice Powell", scrive l'economista Tiffany Wilding
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Se da un lato tutti gli occhi sono puntati sull’economia americana, dall’altro alcuni osservatori ritengono che il vero problema sia l’Europa, come dimostra il buco nero dei tassi negativi. Nel Vecchio Continente si registrano le maggiori revisioni al ribasso delle previsioni di crescita da un anno a questa parte e la minaccia della recessione incombe su Germania e Italia. “Siamo preoccupati per la politica di bilancio masochista della Germania e dubbiosi circa il rapporto costi/benefici della linea monetaria. I costi della transizione energetica hanno un peso considerevole, ad esempio nel settore dell’automobile dove assistiamo a una ‘recessione verde’”. Infine, non sappiamo ancora con certezza quali saranno i rischi economici legati alla Brexit”, osserva François-Xavier Chauchat, chief economist di Dorval Asset Management.
I dubbi sono fondati, ma sono sicuramente esagerati, avverte però l’esperto, che spiega: “In primo luogo, i settori dell’economia europea più orientati al mercato interno (consumi, edilizia, servizi immobiliari) sono ancora resilienti. In secondo luogo, non si possono sottovalutare i numerosi effetti positivi del crollo dei tassi di interesse: gli interessi passivi sul debito pubblico, che rappresentano il 2% circa del Pin dell’Area Euro, potrebbero scomparire quasi completamente fra cinque anni, garantendo ai Paesi della regione ampio margine di manovra sul fronte fiscale”.
Secondo Chauchat, per quanto graduali, i progressi in ambito fiscale non sono affatto trascurabili. “Gli effetti della riduzione dei tassi saranno particolarmente significativi in Italia, dove gli interessi passivi sul debito ammontano al 3,6% del Pil. Tassi di interesse ormai prossimi allo zero dovrebbero facilitare l’attività del nuovo governo europeista di Giuseppe Conte. Inoltre, l’azione della Bce, che sarà sempre più decisa, ha già dato il via a una reflazione nella penisola, come si vede nel settore immobiliare”. Insomma, una delle principali fonti di rischio in Europa passa quindi in secondo piano.
Infine, dato il contesto di tassi negativi, aumenta sempre più il consenso su un grande piano di investimento europeo nell’economia verde, che si concretizzerà nel 2020 dopo la nomina della nuova Commissione. “È consigliabile usare ancora prudenza, tuttavia un piano ‘verde’ potrebbe dare un impulso alla crescita nonostante il diffuso scetticismo, almeno nel breve periodo – mette in guardia l’economista -. Da questo punto di vista, un calendario più realistico per la transizione all’auto elettrica darebbe certamente un sollievo”.
Permane poi il rischio di una Brexit senza accordo che farebbe precipitare il Regno Unito in una fase di depressione e peserebbe su tutta l’Europa. “Un’uscita disordinata del Regno Unito dall’Ue appare tuttavia ancora improbabile poiché implica una situazione di caos da cui nessuna parte trarrebbe vantaggio. Basterebbe risolvere la questione del confine irlandese, unico vero scoglio nelle trattative, per trovare un accordo prima o dopo le nuove elezioni”, prosegue.
Alla luce del forte pessimismo che traspare dai tassi delle obbligazioni tedesche e dalle indagini tra gli investitori europei, per placare i timori potrebbe bastare uno scenario grigio anziché nero, secondo Chauchat. “In effetti, di sovente i mercati finanziari evidenziano un andamento laterale. Potremmo quindi sperare in un rinnovato interesse per l’universo delle small cap che da un anno attraversano una fase di difficoltà nonostante siano al primo posto in Europa in termini di profitti. In attesa di nuovi sviluppi manteniamo un approccio molto diversificato e piuttosto prudente nei portafogli flessibili internazionali con un’esposizione azionaria prossima alla norma ma coperta tramite obbligazioni statunitensi. Abbiamo comunque colto qualche opportunità di acquisto su titoli ciclici e bancari europei per posizionarci in vista di un’attenuazione dell’attuale pessimismo, a nostro avviso eccessivo. Infine, abbiamo iniziato a prendere profitto sulle obbligazioni italiane”, conclude.
