La Turchia preoccupa i mercati, ma non si teme per gli altri emergenti
Alla base della crisi un ampio debito in valuta estera e vincoli politici che impediscono alla Banca centrale di alzare i tassi
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“Le forze del contagio fra gli emergenti hanno spinto molti di questi mercati verso il basso, ma hanno contemporaneamente creato opportunità di investimento. I problemi economici di Turchia e Argentina e il calo dei prezzi degli asset sono stati la fonte del contagio, portando gli investitori a vendere asset anche da mercati con fondamentali positivi. L’Indonesia è uno di questi casi e il calo dei prezzi è incongruente con la sua rapida e sostenuta crescita del PIL (oltre il 5%) e la sua politica fiscale e monetaria conservativa”. È la premessa di Koon Chow, EM macro and FX strategist di Union Bancaire Privée.
Quali sono gli Emergenti più interessanti?
Tra i principali mercati emergenti, gli investitori potrebbero guardare alla Thailandia (in particolare nell’universo azionario), dove le partite correnti registrano un forte surplus, il che implica rischi legati al finanziamento estero quasi nulli e dove la crescita del Pil è interessante, a più del 4 per cento.
Oltre all’Indonesia?
Se gli investitori sono disposti a guardare ai Paesi meno convenzionali, suggeriamo i mercati dell’America centrale e dei Caraibi, nonché i Paesi dell’Africa subsahariana meglio gestiti. Tra questi, si possono trovare asset con valutazioni convenienti e un mix economico ancora interessanti di crescita rapida, politica macroeconomica responsabile e, soprattutto, basso fabbisogno di finanziamenti esteri. Il nostro team si concentra principalmente sulle obbligazioni e nel nostro spazio, i tre maggiori cali di prezzo si sono verificati in Turchia (-12% in media su tre mesi per le obbligazioni sovrane), Argentina (-16%) e Zambia (-17%). Riteniamo che alcuni titoli provenienti dall’Argentina e in misura minore dallo Zambia, a questi livelli, siano interessanti.
