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La fotografia del risparmio gestito al 30 settembre vede un ritorno della fiducia: i flussi provenienti dalle famiglie segnano “un record da almeno tre anni”. Cresce il gradimento verso i fondi a contenuto azionario
Nel terzo trimestre del 2020 il trend del mercato europeo dei fondi comuni di investimento segue positivo con una crescita del patrimonio del 2,8% a 17.580 miliardi di euro. È la fotografia scattata da Efama che immortala l’industria del risparmio gestito in Europa al 30 settembre scorso presentata nel rapporto trimestrale ‘Trends in the European Fund Industry in Q3 2020’.
Fonte: Efama
Nel terzo trimestre la raccolta netta dell’industria (fondi Ucits e Alternativi) è pari a 195 miliardi, in continuità tendenziale con il dato del terzo trimestre dell’anno precedente quando le sottoscrizioni nette erano state pari a 191 miliardi. In termini congiunturali il flusso di luglio-settembre fa seguito ai 284 miliardi del secondo trimestre e al deflusso netto di 125 miliardi dei primi tre mesi dell’anno.
Il dato, sottolinea Efama, si conferma robusto per tutte le categorie di fondi a lungo termine. “Ciò riflette il fatto che durante l’estate i sottoscrittori hanno acquisito maggior fiducia nella ripresa del ciclo economico”, spiega Bernard Delbecque, senior director for Economics and Research di Efama.
Efama: l’industria del risparmio gestito nel terzo trimestre 2020
L’approccio più ottimista degli investitori si evince anche dal gradimento verso i fondi a contenuto Azionario, che raccolgono 43 miliardi a fronte di una raccolta netta negativa nel terzo trimestre dell’anno scorso e dei 34 miliardi del periodo precedente.
Il maggior orientamento verso il lungo termine degli investitori nel terzo trimestre scalfisce l’appeal dei fondi di breve termine: i prodotti monetari chiudono il periodo con una raccolta netta di 41 miliardi, contro i 73 del Q3 2019 e i 136 miliardi del secondo trimestre.
Più nel dettaglio, lo spaccato della raccolta dei fondi a lungo termine ci dice che i fondi armonizzati Ucits vedono la raccolta calare dai 272 miliardi del secondo trimestre ai 145 del terzo; al contempo, nei fondi alternativi entra nuovo denaro per 51 miliardi, contro i 12 del trimestre precedente.
In termini di masse, o Asset under management (Aum), quelle afferenti i fondi Ucits salgono del 3,1% mentre quelle degli Aif crescono del 2,4%. Con un patrimonio gestito salito a a 17.580 miliardi di euro al 30 settembre scorso, Efama ipotizza che entro fine anno si possa raggiungere un nuovo massimo storico per gli asset dell’industria in Europa.
Interessante lo spaccato di Efama relativo ai detentori di fondi comuni in Europa (aggiornato però al secondo trimestre). Secondo l’associazione, i principali sottoscrittori di fondi comuni sono gli investitori istituzionali, assicurazioni e fondi pensione, che rappresentano il 42% del patrimonio gestito dall’industria. Dividono il secondo posto con una percentuale del 24% le famiglie (2.990 miliardi di euro) e gli intermediari finanziari classificati come ‘altri’ (3.042 miliardi).
A livello di domicilio la maggior parte dei sottoscrittori di fondi europei risiede in Germania (24%). Gran Bretagna e Francia dividono il secondo posto con una percentuale del 14%. L’Italia è quarta (8%) dietro all’Olanda (9%).
In termini di flussi, nel secondo trimestre gli investitori europei tornano ad acquistare fondi con acquisti netti per 148 miliardi dopo riscatti per 88 miliardi registrati nei primi tre mesi. Al 30 giugno, quindi, tutti i principali tipi di investitori hanno aumentato i loro acquisti di fondi, comprese le famiglie che hanno investito un importo netto di 32 miliardi di euro nel secondo trimestre del 2020, un record mai visto dal secondo trimestre del 2017.
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