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Gli ordini industriali sono saliti del 6,2% a giugno, i beni durevoli mettono a segno un +7,6%. Bene anche l’indice Redbook sulle vendite al dettaglio
Dopo i dati positivi sull’indice Pmi manifatturiero della vigilia, archiviata con buoni rialzi sui listini, è arrivata una nuova tornata di indicatori economici rassicuranti negli Stati Uniti, che hanno compensato una serie di risultati societari trimestrali non esaltanti responsabili in apertura di una partenza negativa per gli indici. I nuovi dati segnalerebbero una tenuta dell’economia statunitense, e in particolare della manifattura, nei mesi estivi.
L’indice Redbook è risultato al 31 luglio in crescita a -7,1% su base annua rispetto al -8,7% precedente; su base mensile l’indicatore è rimasto invariato all’1,1%. L’indice Redbook è un indicatore che monitora l’andamento delle vendite al dettaglio (crescita o decrescita), dando quindi un quadro preliminare dei numeri ufficiali che verranno rilasciati da parte delle agenzie governative Usa.
A tenere alto il morale sono arrivati poi gli ordini industriali, saliti nel mese di giugno del 6,2%, dal +7,7% (dato rivisto da +8%) di maggio, a conferma di una solida ripresa dell’attività manifatturiera. Gli economisti si aspettavano, a seconda dei sondaggi consultati, un rialzo tra il 4,6% e il 5%. Gli ordini industriali depurati della componente dei trasporti sono saliti del 4,4% rispetto al precedente +2,6%.
Inoltre, gli ordini di beni durevoli sono cresciuti del 7,6% a luglio, un dato migliore di quello diffuso in prima lettura, fermo al 7,3% (che corrispondeva anche alle attese degli economisti). Gli ordini di beni durevoli depurati della componente dei trasporti sono saliti del 3,6%, contro il 3,3% della prima lettura. Gli ordini di beni non durevoli – come petrolio, chimica e tessile – sono saliti del 5%, secondo il Dipartimento del commercio Usa.
Questi ultimi numeri parrebbero indicare che la parte manifatturiera dell’economia statunitense è riuscita a rafforzarsi ulteriormente lo scorso mese, nonostante le misure restrittive adottate da alcuni stati per frenare la nuova ondata di contagi da coronavirus. La produzione resta tuttavia ben al di sotto dei livelli pre-crisi.