Esg: due condizioni per il successo
Secondo Nieuwenhuijzen di NN IP, integrazione e misurabilità dei criteri Esg sono fondamentali per ottenere risultati robusti e sostenibili
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“Il tema dei rendimenti nell’ambito degli investimenti sostenibili è molto caldo, perché tutti si pongono la domanda se questi investimenti danno del valore aggiunto dal punto di vista finanziario”, osserva Carmine Da Fermo, vice direttore investimenti di Sella Sgr. “Il mondo accademico ha prodotto molte analisi che vanno a scandagliare questo universo per capire se negli investimenti in cui si inseriscono requisiti ambientali, sociali e di buon governo siano in grado di generare alfa”.
E qual è la risposta? C’è rendimento negli investimenti sostenibili?
In generale non si può ancora dimostrare che gli investimenti sostenibili generino rendimenti superiori rispetto a quelli che non lo sono, ma si è dimostrato che questi investimenti siano migliori in termini di rischiosità, e offrono un miglior rapporto in termini di rischio/rendimento, per dirla in termini tecnici hanno uno Sharpe ratio premiante. Morningstar ha elaborato un’analisi in cui mostra che nel 70% dei casi i fondi che loro classificano come sostenibili ricadono nei primi due quartili in termini di sharpe ratio.
Questo lo si vede soprattutto negli investimenti in cui si applica il requisito relativo alla governance, che aiuta analisti e gestori ad analizzare la situazione non solo alla luce dei parametri finanziari, ma integrando anche un’analisi che consente di capire se la società è gestita bene, se c’è controllo dei rischi, eccetera.
Ma nell’universo degli investimenti sostenibili dov’è che si trovano le opportunità più interessanti? Si deve andare a pescare in ambito tematico?
Va premesso che la sostenibilità abbraccia tutti i settori. E va anche detto che non tutti gli ambiti tematici sono sostenibili. La robotica, per esempio, non lo è. Di primo acchito si pensa all’ambiente, dove in effetti si concentra un gran numero di investimenti sostenibili. Ma nel nostro Report d’impatto (che monitora e misura ogni anno i risultati di impatto ottenuti dagli investimenti del fondo Investimenti Sostenibili di Sella Sgr, ndr) c’è un elenco di tutti i tematici, come le energie rinnovabili, l’edilizia sostenibile, l’alimentare, la finanza inclusiva, la salute e l’educazione.
Si tratta in realtà di un universo molto allargato e anche molto evoluto come spazio di manovra, che comincia a considerare non solo i criteri di sostenibilità ma anche l’impatto che le azioni aziendali hanno su ambiente e società, in un passaggio quindi da valutazione Esg a valutazione di impatto. Noi andiamo a scegliere investimenti in società con la volontà di generare esternalità positive su società e ambiente. E abbiamo visto che le strategie di impatto, cioè che applicano filtri positivi, hanno tassi di crescita più interessanti delle strategie basate sulle esclusioni.
Cioè, qual è la differenza? E come si fa la selezione?
Ci sono delle strategie Sri che applicano dei filtri negativi, escludendo per esempio settori quali le armi, le tecnologie ambientali inquinanti, la pornografia, eccetera. E ci sono invece i filtri positivi, che vanno a includere le società che appartengono a determinati settori e con una quota di ricavi che deriva da azioni che stanno generando un impatto positivo sulla società. Il modo con cui si selezionano può variare: alcuni applicano il principio delle “best in class”, altri mettono una soglia individuata sulla base del rating Esg e decidono di investire solo al di sopra della soglia.
Nello specifico, si possono fare esempi di società che per voi possono essere qualificate come investimento di impatto?
Per esempio nella finanza lo sono quegli operatori che offrono la possibilità di incrementare e migliorare le condizioni di accesso al credito alle Pmi o ai privati, magari in aree geografiche depresse o che attraversano periodi particolari. Nella categoria ricadono anche le obbligazioni emesse per finanziare determinate finalità, per esempio la Cdp l’anno scorso ha emesso due bond per sostenere le Pmi nelle aree colpite da terremonti o dove il Pil è inferiore alla media nazionale. O nella salute può essere interessante una società che produce lo Stevia, visto che uno dei grandi problemi di salute è costituito dal diabete. Nel settore dell’istruzione, c’è invece una startup che ha emesso un bond per finanziare master di primissimo livello per studenti del terzo mondo, che prevede interessi posticipati che verranno ripagati con i futuri redditi dei ragazzi.
