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L’European Fee Study di Morningstar rileva un calo delle commissioni del 31% rispetto al 2013. I prodotti più economici sono gli Etf e i fondi Esg
I costi commissionali sostenuti dagli investitori europei sono in decisa discesa. La conferma arriva da Morningstar che ha recentemente pubblicato la prima edizione dell’European Fee Study, in cui viene dimostrato che i sottoscrittori europei di fondi comuni d’investimento pagano in media spese inferiori rispetto al passato.
L’evidenza per il mercato europeo segue quella emersa negli Stati Uniti dove l’ultimo Morningstar US Fund fee study, pubblicato nel giugno scorso, dice che gli investitori americani hanno pagato in media la metà di quanto spendevano vent’anni fa per sottoscrivere un fondo. Il costo degli strumenti del risparmio gestito non è mai stato così basso.
Quanto all’Europa, la ricerca analizza le tendenze delle commissioni per un gruppo di categorie Morningstar azionarie e obbligazionarie nel periodo dal 2013 al 2020. Queste includono dieci categorie azionarie, che prevedono esposizioni globali e sui singoli paesi e due categorie di reddito fisso. Le categorie selezionate danno esposizioni principalmente sui mercati chiave, rappresentativi di un portafoglio diversificato.
“Gli investitori hanno pagato spese più basse nell’ottobre 2020 rispetto al passato. Il nostro studio ha rilevato che le spese correnti medie ponderate per il patrimonio tra i fondi erano dello 0,69% nell’ottobre 2020, con un calo del 31% rispetto al 2013. I fondi attivi e passivi hanno registrato un calo delle commissioni, con gli ETF in testa”, spiega Jose Garcia-Zarate, direttore associato, manager research, passive strategies, di Morningstar.
Categorie Morningstar, costi a confronto
L’European Fee Study utilizza come indicatore di costo il KIID Ongoing charge nel periodo 2013 – ottobre 2020. Tutti i calcoli sono a livello di singola classe dei fondi attivi e passivi e a livello di fondo per gli ETF.
A partire dal 2013 gli investitori europei hanno dimostrato una netta preferenza per i comparti meno costosi. Infatti, i flussi verso questi ultimi hanno superato quelli diretti ai prodotti più cari. Secondo la società di ricerca la commissione media applicata dal settore, rappresentata dal costo equi-ponderato su tutti i fondi per le categorie analizzate, è stata dell’1,17%, in calo del 19% rispetto al 2013.
I flussi in fondi che si collocano nel quartile più economico della loro categoria, hanno costantemente superato i flussi in fondi e share class nei quartili più costosi. All’interno del quartile con costi più bassi, vi sono prove di migrazione da fondi attivi a fondi passivi.
Le strategie passive (Index fund, ma soprattutto Exchange Traded Fund), infatti, hanno guidato la riduzione delle commissioni, con un calo del 30% del costo equi-ponderato degli ultimi 7 anni contro una riduzione del 17% tra i fondi attivi sempre nel periodo 2013 – 2020.
Questo calo delle commissioni è un fattore fortemente positivo per gli investitori, poiché le commissioni sono un indicatore affidabile dei rendimenti futuri. I fondi più economici generalmente hanno maggiori probabilità di sopravvivere e di sovraperformare i loro concorrenti più cari. Lo sostiene Garcia-Zarate, che aggiunge: “Il calo delle commissioni è un grande vantaggio per i sottoscrittori di fondi, perché le fee penalizzano i rendimenti. L’unica certezza negli investimenti è che bisogna pagare le commissioni ogni anno, quindi il modo più semplice per migliorare le proprie possibilità di massimizzare i rendimenti nel lungo periodo è tenere sotto controllo i costi”.
Esg. Le commissioni medie addebitate dalla coorte di fondi Esg sono inferiori a quelle per il gruppo di peer non Esg. Nell’ottobre 2020, la commissione media ponderata asset weighted per i fondi Esg era dello 0,57%, mentre era dello 0,71% per i fondi non Esg. Allo stesso tempo, la commissione media equal-weighted per i fondi Esg è stata dello 0,93% e per i fondi non Esg è stata dell’1,21%.
I dati, dunque, sembrano sfatare il mito che i prodotti sostenibili sono più cari rispetto ai tradizionali. Inoltre, in entrambe le misure delle commissioni, i fondi passivi Esg hanno registrato i maggiori ribassi.
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