Esma: “Rendicontazioni, operatori siano trasparenti su impatti di Covid-19”
L'autorità di vigilanza dei mercati europei pubblica una serie di raccomandazioni per i partecipanti ai mercati finanziari volti a mitigare gli effetti negativi del virus
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Consob stringe le maglie contro gli short-seller per provare a “contenere la volatilità dei mercati finanziari e rafforzare la trasparenza delle partecipazioni nelle società italiane quotate in Borsa Italiana”.
Con il beneplacito di Esma, l’autorità di vigilanza italiana ha disposto il divieto di assumere posizioni nette corte (vendite allo scoperto e altre operazioni ribassiste) a partire dal 18 marzo per tutti i prossimi tre mesi. Il divieto, per la prima volta, si applica a tutte le azioni negoziate sul mercato regolamentato italiano.
Provvedimenti analoghi sono stati presi dalle autorità di vigilanza nazionali di Francia, Spagna e Belgio. Nonostante i provvedimenti – di qualche giorno precedente quello Esma relativo alla soglia minima di comunicazione – le Borse europee continuano tuttavia a perdere terreno, almeno finora.
“Di solito gli short-selling ban non funzionano a risolvere il problema”, commenta a FocusRisparmio Alberto Gallo, portfolio manager del fondo Algebris Macro Credit.
Lo short-selling è una comune pratica di negoziazione che consiste nella costruzione delle cosiddette ‘posizioni corte’, utilizzate per guadagnare in Borsa anche quando i listini scendono, tramite la compravendita di titoli presi a prestito.
Il giro di vite di Consob contro gli short-seller è durissimo. Per lo stesso periodo di tempo per cui è stato previsto lo stop alle vendite allo scoperto, quindi almeno fino a metà giugno, è rafforzata la trasparenza sulle partecipazioni in 48 società quotate abbassando le soglie di comunicazione fissata all’1% (dal 3%) per le società più grandi – ossia con capitalizzazione di mercato superiore ai 500 milioni di euro – e al 3% (dal 5%) per le Pmi.
Prese alla luce delle forti turbolenze negli ultimi giorni legate alla pandemia da Covid-19, le due misure – spiega l’autorità presieduta dal professor Paolo Savona – hanno l’obiettivo di contenere la volatilità dei mercati finanziari e una funzione anti-scalata.
Il divieto fa seguito a quelli temporanei adottati per le singole sedute del 13 e del 17 marzo solo su un gruppo circoscritto di titoli.
Per Gallo di Algebris in casi come quello che stiamo vedendo sui mercati “l’unica soluzione efficace per fermare le vendite consiste in uno stimolo fiscale coordinato a livello europeo e mirato verso i settori più in difficoltà”.
Per il fund manager le vendite di queste ore sono riconducibili più a riscatti da parte degli investitori istituzionali, “in particolar modo i fondi sovrani”, precisa Gallo.
I provvedimenti dell’authority italiana sono una manna dal cielo per tutti quei piccoli azionisti che in queste sedute frenetiche e nervose stanno vedendo i loro investimenti perdere di valore giorno dopo giorno. Una decisione fortemente auspicata dall’Associazione dei piccoli azionisti di Telecom Italia (Asati), titolo che nei giorni scorsi ha visto il suo valore toccare il minimo storico a 0,30 euro per azione.
“L’Associazione esprime viva soddisfazione per la decisione assunta da Consob di vietare le vendite allo scoperto per tre mesi, dopo i ripetuti crolli di Piazza Affari”, si legge in una nota rilasciata alle agenzie di stampa. Nella comunicazione Asati invoca anche l’applicazione dei poteri di golden power da parte del governo per evitare che “la grave erosione del capitale di aziende strategiche quotate, come Tim, possa agevolare eventuali azioni ostili, speculative o aggressive, tendenti a modificare, in questo particolare momento di emergenza, assetti di controllo e di governance di Tim, un asset fondamentale per la sicurezza e difesa del Paese”, si legge nella nota.
