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I segnali di stress si manifestano sempre più nel real estate e a cascata anche nel settore edile e in alcune parti dell’industria manifatturiera
“Nei dati economici ufficiali finora esistono solo scarsi riscontri del conflitto commerciale. La bilancia commerciale con gli Usa ultimamente ha stabilito un nuovo surplus record. Mentre le importazioni sono rimaste ferme, le esportazioni sono cresciute fortemente. Tuttavia, una parte delle ulteriori esportazioni dovrebbero essere, così come già nei mesi precedenti, delle forniture anticipate verso gli Usa, prima che i dazi punitivi siano pienamente efficaci. A tale riguardo, un’inversione di tendenza nei prossimi trimestri sorprenderebbe poco”. Il team di Global emerging markets di Raiffeisen Capital management confronta Cina e Stati Uniti su diversi piani, non solo su quello commerciale.
“I segnali di stress – proseguono gli esperti – si manifestano sempre più nel settore immobiliare e, in seguito, anche nel settore edile e in alcune parti dell’industria manifatturiera. Tuttavia, non a causa della disputa commerciale con gli Usa, ma a causa degli sforzi di Pechino per trasformare l’economia, frenare l’eccessiva speculazione e regolamentare meglio il settore finanziario. Quanto sia difficile questo atto di bilanciamento di fronte alle pressioni aggiuntive della controversia commerciale, è dimostrato anche dal fatto che la banca centrale ha di nuovo abbassato le riserve minime per determinate banche”.
Per gli analisti in questo modo “si vogliono incentivare i prestiti. Allo stesso tempo, tuttavia, le banche sono tenute a ridurre i rischi nei loro bilanci. Un atto di bilanciamento sempre più difficile per il settore finanziario, tanto più, ovviamente, in quanto proprio le società che si trovano in una situazione finanziaria precaria hanno più necessità di denaro fresco, ma allo stesso tempo rappresentano spesso anche debitori particolarmente rischiosi”.