“Ritornare all’etica degli affari”
È l’esortazione del Ministro dello sviluppo economico, Calenda: “Dobbiamo rigirare il nostro modello di business, avendo attenzione all’innovazione e alla protezione”
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Nel secondo giorno del Salone del Risparmio di Milano, JP Morgan Asset Management ha tenuto la sua conferenza “10 temi per investire”. L’incontro ha visto la partecipazione di due figure chiave della società, entrambe a capo del Market Insights Programme di JP Morgan: David Kelly, Chief Global Strategist, e Karen Ward, Chief Market Strategist per l’Europa e il Regno Unito. I due si sono confrontati sugli scenari macroeconomici e sulle azioni delle banche centrali che condizioneranno le scelte di portafoglio nel resto di questo 2018.
Per farlo, Kelly e Ward hanno individuato gli interrogativi che dovrebbe porsi il bravo consulente finanziario. Domande queste che si connettono ad altrettante tematiche, utili per investire in modo consapevole ed efficace, sapendo individuare le migliori e le peggiori asset class. Kelly e Ward hanno dunque passato in rassegna le prospettive di investimento attuali. Le azioni europee potrebbero beneficiare del perdurare della ripresa economica e delle ripercussioni dell’aumento dell’inflazione sulla crescita degli utili societari. La crescita dell’eurozona è infatti in rafforzamento, con i rischi in diminuzione. La Bce inoltre prevede che l’inflazione resterà prossima e al di sotto del livello obiettivo del 2% per i prossimi tre anni almeno. La ripresa del mercato del lavoro (a ottobre il tasso di disoccupazione era sceso all’8,8% dal picco del 12,1% della crisi), insieme con l’effetto ricchezza derivante dall’aumento del valore degli asset finanziari e degli immobili, ha contribuito a rafforzare la fiducia dei consumatori. Inoltre, i consumi sono supportati anche dai tassi di interesse. Questo contesto favorevole si rispecchia anche nell’aumento generale degli indici PMI.
Sul versante globale dei tassi, la Federal Reserve procederà con il loro aumento, mentre Bce e Bank of Japan li manterranno prevedibilmente bassi. Per questo motivo, gli investitori dovrebbero diversificare classi di asset e aree geografiche, al fine di ottenere rendimenti maggiori. Rendimenti che possono essere ottenuti investendo (a prezzo di qualche rischio sul capitale) in azioni dei mercati emergenti e in obbligazioni societarie ad alto rendimento (le cosiddette High Yield). Queste ultime offrono infatti un rendimento più alto rispetto al resto del mondo obbligazionario per la stessa area geografica. Al momento attuale, le High Yield statunitensi stanno beneficiando di fondamentali di mercato più solidi. Alla luce dei rendimenti disponibili nei segmenti ad alto rendimento USA ed europei, del debito dei paesi emergenti e di quello investment grade, gli investitori dovrebbero adottare un approccio più che mai flessibile, e guardare a tutte le diverse aree dell’obbligazionario per trovare fonti di reddito più interessanti.
Strategia che i consulenti finanziari dovrebbero adottare anche per i titoli del reddito fisso: quelli di alta qualità rendono poco; investire in titoli di credito di qualità inferiore comporta dei rischi è vero, ma il rendimento è più elevato. Inoltre le società emittenti dispongono di molta liquidità, quindi il rischio di insolvenza dovrebbe essere contenuto.
Quello che è emerso, soprattutto, è che i principali temi e tendenze dell’economia globale sono le determinanti principali dei rendimenti degli asset. È necessario perciò adottare un approccio macroeconomico e globale per sfruttare questi fenomeni. E per riprodurre efficientemente in portafoglio questi effetti, in consulenti finanziari devono attingere ad una vasta categoria di attivi.
Infine Kelly ha dedicato qualche parola sulle “bolle”, magari con un po’ di iperbole: “Attualmente nessuno investe perché tutti hanno paura delle bolle. Io invece non vedo l’ora che si gonfi una bolla!”.
Una conferenza che si è dunque focalizzata sulle prospettive e le principali implicazioni della macroeconomia attuale. Per aprire gli occhi sui grandi eventi che si ripercuotono sulle scelte quotidiane d’investimento.
