Azionario cinese, in luce i settori ciclici e del commercio
4 febbraio 2019
di DANIELE RIOSA
1,30 min
Moffett (T. Rowe Price): “Date le valutazioni estremamente ridotte a cui scambiano le A-share del Paese asiatico, siamo convinti che le notizie negative siano già state ampiamente prezzate”
Eric Moffett, gestore del fondo T. Rowe Price Asia opportunities equity
“Le valutazioni delle A-Share cinesi sono a livelli da crisi. La svendita indiscriminata di azioni da parte degli investitori locali sulla scia delle tensioni commerciali con gli Usa ha portato il mercato delle A-share a scambiare con un rapporto prezzo-utili inferiore a 101, quando solo un anno fa il rapporto era pari a 16. Tali valutazioni offrono opportunità di investimento molto interessanti a lungo termine”. Per Eric Moffett, gestore del fondo T. Rowe Price Asia opportunities equity, T. Rowe Price “le opportunità più interessanti in Cina si trovano nei settori ciclici e legati al commercio che sono crollati e nei quali le attese sugli utili e le valutazioni sono estremamente basse”.
Il settore automotive è quello che offre le prospettive più interessanti. “Le vendite di automobili – rileva l’esperto – sono calate nettamente nella seconda metà del 2018, con una negatività mai così accentuata nei confronti di questi titoli e con le valutazioni che hanno toccato il livello minimo. Tuttavia, è importante tenere presente che la penetrazione delle auto in Cina è ancora bassa rispetto ad altri paesi dell’APAC: ciò significa che il potenziale strutturale di crescita è ancora intatto”.
Passando al settore property “i livelli delle rimanenze immobiliari sono bassi e l’accessibilità economica al di fuori delle città principali è molto buona: ciò offre alle aziende di immobili di alta qualità la possibilità di guadagnare quote di mercato e di ottenere un compounding degli utili attraverso molteplici cicli economici”.
Per quanto riguarda le aziende legate al commercio, “Sebbene l’outlook per il commercio con gli Stati Uniti sia confuso, meno del 20% delle esportazioni cinesi sono dirette verso gli Usa. Siamo consapevoli che le esportazioni nette non sono uno dei driver principali della crescita economica della Cina, ma le aziende dei settori orientati all’esportazione restano datori di lavoro importanti”.
“Date le valutazioni estremamente ridotte a cui scambiano le A-share, siamo convinti che le notizie negative siano già state ampiamente prezzate”, conclude Moffett.
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