La robotica parla emergente
Nei prossimi anni saranno i Paesi in via di sviluppo a offrire le migliori opportunità di investimento. Ne è un esempio la Cina, che da grosso importatore di robotica si prepara a diventare produttore
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“La crescita del Pil cinese rallenta, ma non il reddito disponibile delle famiglie. L’outlook macroeconomico continua ad essere dominante nella mente degli investitori, le cui preoccupazioni sono completamente concentrate sul rallentamento della crescita. L’economia cinese sta crescendo di poco più del 6% all’anno. Pur avendo perso velocità rispetto ai tassi a due cifre di dieci anni fa, si tratta comunque di un andamento solido in una prospettiva globale”. Eric Moffett, gestore del fondo T. Rowe Price Asia opportunities equity, fa il punto sull’economia e sul mercato cinese.
“La crescita del reddito delle famiglie – spiega l’esperto – contribuisce a migliorare la capacità di acquisto delle classi popolari, vale a dire di un gruppo demografico di centinaia di milioni di persone”.
Venendo al mercato Moffett sottolinea che “le inefficienze di quello delle A-share offrono opportunità interessanti. Pur avendo sottoperformato rispetto a tutti gli altri principali mercati nel 2018, l’azionario cinese presenta diversi aspetti interessanti. Le valutazioni sono molto basse: il rapporto prezzo-utili è circa x12, decisamente inferiore rispetto al MSCI World Index che attualmente scambia ad un rapporto pari quasi a x20”.
“Inefficienze come quelle presenti nel mercato delle A-share cinesi – prosegue l’analista – non si sono mai viste negli ultimi 15 anni. In parte sono dovute alla profondità del mercato: ci sono molte ottime società che restano nascoste alla vista degli investitori stranieri, i quali possiedono una percentuale molto ridotta del mercato – circa il 2,5%. Ad esempio, si trovano società blue chip che crescono del 15% all’anno con valutazioni molto ragionevoli”.
“La crescita in Cina – conclude Moffett – è ancora molto solida, se si considera il reddito delle famiglie. Allo stesso tempo, le valutazioni sul mercato delle A-share sono a livelli da crisi. Ciò non significa che non possano scendere ulteriormente, ma che in questo mercato si trovano enormi inefficienze, a cui è difficile trovare paragoni”.
