Risparmio, il 2021 sarà l’anno degli investimenti alternativi
Per il presidente di Assogestioni la liquidità ferma fa male a risparmiatori e Paese. I Pir, e non solo, possono far ripartire l’economia. E l’industria avrà un ruolo decisivo
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Assoprevidenza scende in campo per far convergere il risparmio degli italiani verso la ripresa dell’Italia e lo fa con un endorsement per gli investimenti alternativi. C’è un “forte interesse da parte di fondi pensione e casse di previdenza professionali verso investimenti alternativi, in particolare illiquidi, volti a sostenere l’economia reale del Paese”, ha detto il presidente, Sergio Corbello, nel corso di un webinar, precisando che ciò avverrebbe “ovviamente con la prudenza e l’attenzione doverosi da parte di investitori che, in primo luogo sono chiamati a tutelare i risparmi previdenziali dei lavoratori e dei liberi professionisti” .
Sull’argomento è tornato anche il presidente di Aifi, l’associazione italiana del private equity, venture capital e private debt, che ha rivolto un esplicito appello al governo perché conceda il credito d’imposta agli enti previdenziali che investono direttamente in pmi.
Per trasformare “la crisi in opportunità”, bisogna portare il risparmio direttamente alle piccole e medie aziende che di solito non fanno ricorso alla borsa per dotarsi di capitali per investimenti, secondo Cipolletta. “Io credo che ci sia una gamma di strumenti che possono essere portati avanti – ha detto -, quello che è importante per trasformare la crisi in opportunità è che il capitale che si sta accumulando in questi mesi, parliamo di depositi di risparmio che sono aumentati di 150-200 miliardi, proprio perché le famiglie hanno paura del loro futuro e hanno meno occasione di spendere, e di tutti i fondi che si sono accumulati nel sistema previdenziale e il risparmio degli italiani che oggi è investito spesso in forme troppo liquide, possa veicolarsi direttamente presso le imprese, in quel circuito della crescita e dell’espansione che è una garanzia di ripresa per l’economia italiana”. E la previdenza integrativa, ha sottolineato il presidente Aifi, “inizia ad essere importante”.
Quanto ai Pir alternativi, per Cipolletta si tratta di strumenti importanti perché oltre ad ampliare “la gamma del Pir”, possono “investire direttamente in pmi o in fondi che investono in pmi: un passaggio cruciale perché serve per uscire da questa crisi ma anche per il futuro”. Come Aifi, ha quindi concluso, “abbiamo insistito molto perché il governo attribuisca un credito d’imposta agli enti previdenziali che investano direttamente in imprese piccole e medie o attraverso fondi di investimento, perché in questa maniera si può mitigare quella anomalia italiana che è costituita dal prelievo annuale sui fondi, che in molti Paesi avviene alla fine, quando si liquida”.
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