Cina, un 2020 in ripresa. Come approfittarne
Secondo Louisa Lo di Schroders, l’economia cinese si stabilizzerà grazie ai maggiori stimoli. “Puntiamo su aziende consumer con esposizione all’upgrade dei consumi"
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Il 25 gennaio in Cina inizia l’anno del Topo. Primo tra gli animali dello zodiaco, quando si tratta di finanze viene descritto come intelligente e cauto, ma anche determinato al raggiungimento degli obiettivi. La maggior parte dei commentatori prevede un periodo di consolidamento per il mercato delle A-Share dopo un anno di guadagni stellari. Tuttavia, secondo Nicholas Yeo, head of China equities di Aberdeen Standard Investments, c’è una ragione economica strutturale per credere che l’anno del Topo sarà più sulla spesa che sul risparmio, sia da parte dei consumatori cinesi che, potenzialmente, del governo.
“I policymaker sono impegnati ad aumentare il tasso di urbanizzazione della Cina dal 60% all’80%, al livello delle economie avanzate. I cinesi sempre più ricchi, in particolare quella fascia dei millennial in rapida crescita che guadagna e spende più di quanto abbiano mai fatto i loro genitori, guidano i consumi interni”, spiega Yeo, che sottolinea come l’aumento dei livelli di ricchezza abbia anche messo in moto un trend di premiumizzazione, con i marchi premium che godono di una crescita più rapida rispetto ai concorrenti di fascia bassa, e stia stimolando la domanda di prodotti sanitari, di servizi di gestione patrimoniale e assicurativi. Inoltre non è da escludere un’ulteriore azione politica da parte del governo.
“Vediamo un potenziale al rialzo per gli investitori nell’anno del Topo – assicura -. Ma il prossimo anno sarà un bene per gli investitori essere schizzinosi. Noi privilegiamo le società leader ben gestite e con bilanci solidi, poiché saranno nella posizione migliore per aumentare la quota di mercato a scapito dei rivali più deboli. Gli investitori possono comunque trovare sul mercato buone aziende a un valore ragionevole. La crescita media degli utili delle A-Share dovrebbe essere del 15-20% quest’anno, sulla base delle previsioni di consenso. Su un rapporto prezzo/utili a termine di 12 mesi, l’indice Msci China A Onshore ha una valutazione inferiore sia all’indice Msci World che all’indice Msci Emerging Markets”.
Dello stesso parere Jasmine Kang, gestore del fondo Comgest Growth China, secondo cui nonostante i cambiamenti positivi del contesto generale, la Cina rimane una meta difficile per lo stock picking. Le aziende di alta qualità appaino ancora come una rarità ed è particolarmente importante per gli azionisti di minoranza trovarsi sulla stessa lunghezza d’onda dei decision maker e dei manager. “Le strutture di governance sono di importanza cruciale per il successo degli investitori orientati alla qualità e alla crescita a lungo termine. Gli investitori dovrebbero analizzare attentamente le diverse opportunità per comprendere se la crescita è supportata da strutture di governance solide e indipendenti”, avverte, citando Shandong Weigao come esempio lampante di come gli azionisti di minoranza beneficino del miglioramento della governance.
“Nonostante sia un mercato noto per la sua elevata volatilità, sul lungo termine, le prospettive per l’azionario cinese sono positive. Negli ultimi 12 mesi l’indice China Shenzhen, con una forte inclinazione verso l’It e il settore sanitario e una crescita del 36% in dollari, è stato uno dei migliori mercati azionari al mondo e ha addirittura superato il Nasdaq. Nell’Anno del Topo è importante mantenere il senso delle proporzioni e non limitarsi a inseguire l’ascesa dei prezzi, ma investire nella qualità a lungo termine e avere la pazienza di delineare un profilo di rischio-rendimento ottimale per il proprio investimento in Cina”, conclude la Kang.
