Il tracollo del turismo minaccia la ripresa globale
A rischio il 78% dei viaggi internazionali e 120 milioni di posti di lavoro. Spagna e Italia tra i Paesi più penalizzati. L’analisi Schroders
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In una pandemia, prima con le misure di restrizione ai movimenti e poi con i timori dei contagi che tendono a rendere le persone più caute e meno propense ad andarsene a zonzo, non verrebbe naturale scommettere sulle azioni del settore dei viaggi. Eppure c’è chi ritiene che il settore sia interessante, in una prospettiva di lungo periodo e perfino in questo specifico momento. Mentre la maggior parte degli esperti esprime timori sulla tenuta di un settore sicuramente sotto pressione, a sostenere una preferenza per le azioni del travel con un commento contrarian è Katie Koch, co-head of the Fundamental Equity business di Goldman Sachs Asset Management (Gsam).
Non esattamente l’ultima arrivata: oltre al ruolo di prestigio rivestito in Gsam, nel 2015 Koch è stata perfino nominata come Young Global Leader dal World Economic Forum. E nemmeno, come si potrebbe pensare alla luce dell’ottimismo sul settore dei viaggi, qualcuno che vede il mondo con gli occhiali rosa: in tempi recenti ha ammonito che era troppo presto per pensare che i cali sull’equity fossero finiti, e nei giorni scorsi ha lanciato un allarme sulla possibilità di effetti economici devastanti se non si darà una sterzata al “razzismo sistemico” negli Stati Uniti.
La visione positiva di Koch sul travel parte da una prospettiva di largo respiro, che vede la crescente domanda per i viaggi come un megatrend che nemmeno la pandemia è in grado di fermare. Certo, “come investitori azionari cerchiamo di evitare società in bancarotta”, ha dichiarato Koch in un’intervista televisiva. Tuttavia, “siamo investitori di lungo termine e ci piacciono le storie di crescita secolare. E ciò che davvero ci entusiasma è trovare qualcosa che sia interessato da un forte trend di secular growth ma che allo stesso tempo sia in condizioni di distress ciclico”.
E qui arriviamo quindi al motivo basilare per cui i viaggi sono destinati a giocare un ruolo importante nei tempi a venire: “questo settore ci piace non per ciò che è stato detto negli ultimi sei mesi, ma perché da molti anni abbiamo maturato la convinzione che i consumatori Millennial desiderino maggiormente le esperienze rispetto al possesso delle cose. E questo ci ha spinto da tempo ad avere posizioni sovrappesate su azioni legate a viaggi ed esperienze”. Ovviamente, il comparto non è rimasto indenne dal brusco stop alle attività produttive e alle restrizioni gli spostamenti imposti dalle misure per contenere la diffusione del nuovo coronavirus. Ma non è una brutta notizia per Gam, perché, se alcune di queste società patiscono, “questo ci offre l’occasione di aumentare le posizioni su di esse”, commenta Koch.
Quanto ai sottosettori preferiti, la manager dichiara un interesse molto selettivo sugli hotel, e in particolare quelli che sono “asset light”, cioè che non sono appesantiti da un portfolio molto sbilanciato sull’immobiliare, e che hanno dei brand forti, “perché siamo convinti che il consumatore tenderà ad associare questi marchi solidi con l’idea di una impeccabile igiene, che ovviamente è un aspetto molto positivo durante una pandemia, e che un numero crescente di hotel indipendenti cercheranno di affiliarsi a tali brand; e anche hotel che hanno un solido portfolio locale, perché i turisti cercheranno di restare più vicini a casa in questo periodo”.
Quindi il primo paniere è costituito dagli hotel. E il secondo? Qui arriva l’aspetto interessante, perché Gsam dichiara un sovrappeso su un sottosettore di cui non si sente molto parlare, cioè il camping. “Siamo sovrappesati anche sul settore del camping, e questo in tutti i nostri portafogli, compreso il real estate. Quindi in Gsam siamo sottopesati sull’immobiliare residenziale e gli uffici di New York e siamo sovrappesati sui camping, in particolare sulle società che possiedono terreni con lotti disponibili per i cosiddetti RV (recreational vehicle, cioè camper e affini, ndr)”. Questo è un settore che era nei portafogli di GSAM già da un po’, ma sul quale le posizioni sono state accresciute. Per un paio di considerazioni. “Il 55% delle persone affitta parte di quei terreni per fare del camping su base annua, ma il restante 45% anche se più intermittente tende comunque a tornarvi”, perché hanno fatto un grosso investimento sui camper parcheggiati nei loro vialetti e quindi vogliono farne buon uso e tendono a fare spesso visite a questi camping, che spesso sono adiacenti ai grandi parchi nazionali, come spiega Koch.
E questi sono i veri beneficiari di questo tempo, perché si tratta di una soluzione che ti offre il tuo “spazio alberghiero” sicuro. Inoltre il carburante adesso è poco costoso quindi è una soluzione anche per le famiglie meno abbienti, ma soprattutto al momento dopo settimane di lockdown “si registra una maggiore voglia di staccarsi da Zoom e passare del tempo nella natura in modo economico”. Il numero di Rv che si sono messi in moto in questo periodo è definito dalla Koch come “piuttosto imponente”.
Quindi sì, è vero che al momento i viaggi non sembrerebbero la scommessa più azzeccata, considerate le difficoltà che vivono le compagnie aeree e il fatto che a lungo almeno i viaggi professionali continueranno a essere evitati, prediligendo le soluzioni di meeting virtuale di cui si è fatto largo uso durante il lockdown. Ma è pur vero, secondo Koch, che “nel lungo periodo le persone vorranno continuare ad avere esperienze viscerali, vorranno andare fuori e connettersi con la natura”.
