SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DEL 16 OTTOBRE 2026
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
Offerta Mps su Mediobanca, la battaglia si infiamma
Si infiamma la battaglia su Mediobanca. Ed è scontro aperto tra Francesco Gaetano Caltagirone che sostiene l’offerta pubblica di scambio del Monte dei Paschi, e il vertice dell’istituto. Dopo le «quattro anomalie» dell’operazione di Siena spiegate lunedì agli analisti dal ceo Alberto Nagel, ieri è arrivato l’intervento del gruppo romano, azionista attorno tra l’8 e il 9% di Piazzetta Cuccia, al 9,87% del Monte e di Generali (7%). L’imprenditore ha messo nel mirino le parole del ceo di Piazzetta Cuccia «che risultano sovente inesatte e del tutto strumentali e infondate. Contengono due oggettive falsità». La prima, secondo Caltagirone, tocca gli arrotondamento nel capitale dell’istituto toscano. «E falso — ha scritto — che il gruppo Caltagirone abbia realizzato significativi acquisti di azioni Montepaschi ad aprile o comunque a ridosso della convocata assemblea del 17 aprile, quando sarebbe stato compravenduto il 12% del capitale».
Daniela Polizzi, Corriere della Sera
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Dazi, Usa e Ue trattano a oltranza
I segnali che arrivano da Washington nella controversia sui dazi tra Unione europea e Stati Uniti restano contraddittori. Nella lettera di una settimana fa il presidente Usa Donald Trump ha minacciato tariffe del 30% su tutte le esportazioni Ue verso gli Usa a partire dal primo agosto. C’è una corsa contro il tempo per raggiungere un accordo nel tentativo di dare prevedibilità alle imprese europee ma anche statunitensi. Il commissario al Trade Maros Sefcovic ieri ha incontrato separatamente il segretario al Commercio Usa Howard Lutnick e il rappresentante al Commercio Jamieson Greer. Intanto il presidente Usa Donald Trump sfoggia noncuranza.
Francesco Basso, Corriere della Sera
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Il no di Berlino a Ursula. La rivolta dell’industria sul bilancio Ue gonfiato
Negli stessi giorni in cui sta trattando per sé stessa delle mostruose eccezioni al Patto di stabilità per realizzare il suo maxi piano di spesa per investimenti e difesa che vuole finanziare in gran parte a debito, la Germania frena sull’ipotesi che il Bilancio europeo venga allargato. In altre parole, Berlino è pronta a concedere a sé stessa enormi margini per tirarsi fuori dalle secche della recessione e accontentare le richieste della Nato su una difesa portata al 5% del Pil. Ma ora che la Commissione europea chiede un colpo d’ali ai partner europei per ingigantire il bilancio dei prossimi sette anni a duemila miliardi di euro e trovare soldi per rimettere in moto l’intero continente e rafforzarne la sicurezza militare, da Berlino arriva un sonoro “nein”. Il portavoce del governo, Stefan Kornelius, ha spiegato ieri che “un ampio aumento del Bilancio Ue non è pensabile in tempi in cui tutti gli Stati membri devono fare enormi sforzi per consolidare i propri bilanci nazionali”.
Tonia Mastrobuoni, La Repubblica
Disclaimer: “Scelti da noi” è un servizio offerto ai lettori di focusrisparmio.com. La rubrica offre una rapida panoramica sulle notizie dell’industria del risparmio gestito, attraverso una selezione effettuata dalla redazione. Il servizio è disponibile nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì.
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