SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DEL 5 OTTOBRE 2026
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
Bond Ue, la bufera si placa
Ieri la febbre è un po’ calata, ma sui mercati l’umore non è cambiato più di tanto: dopo la violenta fiammata degli spread dei titoli di Stato europei di settimana scorsa (con epicentro quelli francesi), tra analisti, banche e investitori girano con insistenza due domande. La prima: in Europa si rischia una crisi dei debiti sovrani simile, in qualche modo, a quella del 2010-2012? La seconda: se la situazione peggiorasse, la Bce potrebbe intervenire con gli strumenti e i vari scudi “anti-spread”(come il Tpi) creati apposta per evitare situazioni come quelle del 2010 -2012? Se alla prima domanda la risposta abbastanza unanime è «no», alla seconda i vari rapporti e studi arrivano a una grande varietà di conclusioni.
Morya Longo, Sole 24 Ore
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L’euro cade sul dollaro
L’euro ha toccato ieri il valore minimo degli ultimi 17 mesi contro il dollaro Usa, calando a quota 1,1163 dollari per poi recuperare terreno riportandosi a 1,1263. Nell’ultimo mese la moneta unica europea ha perso più de14% contro la valuta americana. Ma è anche il dollaro a essersi rafforzato. ll bicchiere è mezzo vuoto per l’euro e mezzo pieno per íl dollaro. La moneta unica europea soffre per l’instabilità politica nelle prime quattro economie dell’euroarea – ieri sono arrivate anche le elezioni lampo in Spagna – alimentata dall’ascesa di partiti nazionalisti e populisti che aumentano il rischio di una maggiore frammentazione europea, mentre íl rapporto debito/Pil sale pericolosamente in Francia e in qualche misura anche in Italia, e inizia a crescere persino in Germania.
Isabella Bufacchi, Sole 24 Ore
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Bolsonaro supera Lula al primo turno e la borsa brasiliana vola
Il verdetto delle urne elettroniche brasiliane, arrivato in poco più di tre ore e mezza dalla chiusura dei seggi, ha consegnato al Paese e ai mercati internazionali un esito al cardiopalma: Flavio Bolsonaro ha chiuso il primo turno con il 47,03% dei voti contro il 45,16% del presidente uscente Luiz Inácio Lula da Silva. Un piccolo distacco che certifica la spaccatura nell’elettorato brasiliano e apre la strada a tre settimane di ballottaggio destinate a trasformarsi in uno scontro senza esclusione di colpi. In tutta risposta a poche ore dal termine della seduta ieri il Bovespa, principale indice della borsa brasiliana, salive di oltre l’8%.
Diego Mezzogiorno, Milano Finanza
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Disclaimer: “Scelti da noi” è un servizio offerto ai lettori di focusrisparmio.com. La rubrica offre una rapida panoramica sulle notizie dell’industria del risparmio gestito, attraverso una selezione effettuata dalla redazione. Il servizio è disponibile nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì.
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