Ghilotti (Equita): “Esg non ancora adottati da tutti nelle valutazioni”
Secondo uno studio della società non sempre le Sgr riescono a implementare l'analisi di sostenibilità nelle strategie a causa dell'assenza di criteri condivisi
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Un giusto mix di prodotti e aderenza ai criteri di sostenibilità Esg: sono questi, in estrema sintesi, le due colonne portanti dei piani futuri di La Française, asset manager francese con masse in gestione per 69 miliardi di euro al 31 dicembre dell’anno scorso.
Patrick Riviere, managing director del gruppo La Française, racconta a FocusRisparmio i dettagli delle strategie e i metodi di valutazione degli asset in portafoglio, sia quotati che non quotati.
Il 2020 è iniziato in modo positivo, peraltro in continuità con il 2019. Dopo un anno di forte crescita (con afflussi per 5,6 miliardi), il gruppo continuerà a focalizzarsi sullo sviluppo internazionale per i mercati chiave: la Germania, il Benelux, la Spagna e l’Italia, oltre alla sua piattaforma asiatica per la raccolta di fondi da investire nell’immobiliare. La legge Pacte sulle imprese e i nuovi piani di riforma delle pensioni in Francia, nel contesto di tassi di interesse molto bassi, rappresentano tutti fattori che cambiano il quadro e dovrebbero spianare la via verso grandi opportunità per i gestori di risparmio con il giusto mix di prodotti.
La Française ha un modello di business multi-boutique: questo significa che vi sono diverse entità specializzate all’interno del gruppo, in grado di fornire una gamma completa di competenze complementari, supportate da una piattaforma comune di vendita. In un contesto caratterizzato da bassi tassi di interesse, dalla riforma delle pensioni e da una crescente consapevolezza dell’importanza del tema ambientale, il nostro modello multi-boutique ci consentirà di fornire agli investitori soluzioni di investimento (negli ambiti real estate, reddito fisso, credito, soluzioni quantitative, private equity e debito non quotato) veramente adatte all’attuale contesto di cambiamenti.
Il cambiamento climatico rappresenta un vero e proprio punto di svolta per il settore finanziario. Siamo fermamente convinti che un domani gli investimenti sostenibili diventeranno i soli investimenti redditizi. Siamo impegnati a reindirizzare i capitali verso il finanziamento della transizione energetica e di recente, ad esempio, abbiamo lanciato un fondo obbligazionario a scadenza con una strategia low carbon che investe in aziende che già hanno iniziato la loro transizione energetica per ridurre le proprie emissioni carbon fossile nel lungo termine. Anche nell’ immobiliare siamo molto attivi da diversi anni sul fronte dei fondi di investimento “green” immobiliari.
Quando valutiamo un potenziale investimento, consideriamo diverse caratteristiche che variano a seconda del tipo di asset, se quotato e non quotato. Per gli asset quotati facciamo attenzione al fatto che lo strumento possa offrire un profilo rischio/rendimento interessante. Gli altri aspetti principali cui prestiamo attenzione sono le correlazioni con altri asset, la sostenibilità dell’investimento, ossia il contributo alla potenziale performance di lungo termine del portafoglio, e la liquidità dello strumento. Sul fronte degli asset non quotati, invece, ci concentriamo sulla visibilità e sostenibilità del rendimento; sullo standing creditizio e sulle garanzie reali per il capitale; sul premio di illiquidità e, infine, su quello che definiamo premio di complessità.
