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Il neo segretario chiede all’associazione delle banche di impegnarsi per tutelare le lavoratrici e i lavoratori. Perché a breve “il settore potrebbe ridursi a 3-4 grandi gruppi”
“Un patto per progettare il futuro del settore bancario”. Ha scelto come interlocutore principale l’Abi il neo eletto segretario generale della Uilca, Fulvio Furlan, che nel corso del consiglio nazionale del sindacato ha chiesto all’associazione degli istituti di credito di impegnarsi insieme per ribadire “che di fronte a questi scenari sarà fondamentale l’unità sindacale e la centralità del Contratto Nazionale”.
E gli scenari sono noti e prevedono, nel giro di breve tempo, una serie di aggregazioni che ridurranno il settore, italiano ed europeo, a pochi grandi gruppi, come ricordato pochi giorni fa dal ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina. “Serve grande unione di intenti e forte presidio sindacale per tutelare le lavoratrici e i lavoratori – ha dunque sottolineato Furlan -. Nel settore bancario destano preoccupazione gli scenari che si stanno delineando per le fusioni e le operazioni societarie in corso e future, avviati dall’operazione tra Intesa Sanpaolo e Ubi e sostenuti dall’Europa”.
“Una situazione che potrebbe portare il settore a ridursi a tre/quattro grandi gruppi bancari – ha proseguito il segretario Uilca -. Questo scenario richiederà un’azione sindacale coesa e di prospettiva, perché andrà consolidata la centralità del Contratto Nazionale, contrastando eventuali spinte a ridurne il fondamentale valore, e a rendere più ampia e inclusiva l’area contrattuale del credito”.
Furlan ha fatto quindi il punto su quanto sta avvenendo nel nostro Paese. Dall’annunciata operazione Credit Agricole-Creval al futuro di Unicredit per il quale si augura che la scelta del nuovo ceo avvenga “quanto prima così da poter aprire una stagione nuova”, fino alla situazione di Mps per la quale il governo è chiamato a una “precisa assunzione di responsabilità”. Senza dimenticare la possibile costituzione di una banca per il Mezzogiorno per la quale “è necessario valutare l’esistenza di concrete condizioni industriali e risorse”.
Per tutti il richiamo di Furlan è stato chiaro: “Contro operazioni societarie che partono da logiche di riduzione del personale e a favore delle fusioni se basate su progetti industriali seri, in cui i gruppi bancari valorizzino il proprio ruolo al servizio dell’economia del Paese, dei territori, di famiglie e imprese”.
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