Eurozona, nessuna fiammata per l’inflazione
Gero Jung (Mirabaud Am): “Ci aspettiamo che l’inflazione si muova lateralmente e che la Bce non cambi il proprio orientamento di politica monetaria”
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“Crediamo che a livello mondiale i premi per il rischio politico su numerosi asset finanziari abbiano già toccato i massimi oppure li raggiungeranno presto. Gli sviluppi più incoraggianti provengono dall’Italia caratterizzata da quello che noi abbiamo definito lo scenario portoghese: la politica di bilancio sarà rivista per sostenere la domanda interna ma entro limiti accettabili per l’Ue”.
François-Xavier Chauchat, chief economist di dorval Asset management (Gruppo Natixis Im), ritiene che questa sia “una buona notizia per l’Eurozona dove, tra l’altro, gli indicatori anticipatori si sono stabilizzati dopo diversi mesi di ribasso. Recentemente è migliorato anche il flusso di notizie sulla Brexit, con la conseguente rivalutazione della sterlina. Infine, la banca centrale della Turchia ha alzato i tassi, ponendo fine ai timori di una paralisi provocata dal presidente Erdogan. Tuttavia, il clima di maggiore incertezza si respira in America, dove si avvicina l’ora della verità”.
“Se a novembre, come probabile, i Democratici riconquisteranno la Camera dei Rappresentanti – argomenta l’esperto – forse Trump si renderà conto che la guerra commerciale non lo aiuterà a farsi rieleggere nel 2020. Inoltre, le aziende Usa sono sempre più preoccupate per le incertezze e i costi di tali misure. Trump sembra infine disposto a trattare con Europa, Messico e Canada, il che rende meno probabile lo scenario di un allargamento del conflitto commerciale al di là della Cina. È un punto cruciale, poiché i modelli economici suggeriscono che solo una guerra su larga scala avrebbe un impatto netto sull’economia mondiale”.
L’analista si concentra, infine, sugli Emergenti: “Numerosi osservatori – spiega – ritengono impossibile una ripresa di queste aree finché la Fed continuerà ad alzare i tassi, ma è una tesi che non ci convince. La vulnerabilità dei mercati emergenti ha diverse origini, ma a scatenare il crollo sono state le dichiarazioni di guerra commerciale di Trump e la sua frenesia per le sanzioni”.
