Emergenti, i vincitori e vinti della guerra commerciale
I Paesi che hanno sofferto maggiormente sono Sudafrica, Brasile, Indonesia e Russia. Questi, però, non condividono gli stessi rischi idiosincratici di Argentina e Turchia
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“I temi macroeconomici hanno impattato sull’andamento dei mercati emergenti nel mese di agosto, con il calo del 2.7% dell’indice MSCI Emerging Market (nella rilevazione in dollari). Sullo sfondo di una graduale stretta monetaria nei mercati sviluppati, delle tariffe commerciali e delle sanzioni, i Paesi emergenti con fondamentali deboli e politiche economiche inadeguate sono stati particolarmente colpiti, parlando di contagio”. Emil Wolter, gestore del fondo Comgest growth emerging markets di Comgest, fa un’analisi sullo stato di salute dei principali mercati emergenti.
“La valuta turca – prosegue l’analista – ha perso valore nei confronti del dollaro statunitense e le autorità di Ankara non sono riuscite a trovare soluzioni credibili per far fronte al disavanzo fiscale e delle partite correnti. Nonostante l’aggiunta all’indice di un’altra ondata di azioni A-shares, la debole attività interna e le preoccupazioni per il rallentamento della crescita, insieme ai conflitti commerciali tra Stati Uniti e Cina, hanno causato la debolezza del mercato cinese. In Brasile, le preoccupazioni per l’esito delle prossime elezioni presidenziali, hanno avuto ripercussioni sul mercato e sulla valuta”.
Sul fronte delle notizie positive, conclude l’esperto di Comgest, “il Messico e gli Stati Uniti hanno raggiunto un nuovo accordo commerciale Nafta”.
