Revisione MiFID 2, Esma: “Pilastro essenziale della Cmu”
Matteo Rava, senior policy officer di Esma, interviene sul processo di revisione della Direttiva MiFID 2, parla di Capital Markets Union (Cmu) e fondi comuni
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Il Parlamento europeo dà il via libera finale alle modifiche “veloci” alla direttiva sui mercati degli strumenti finanziari (MiFID 2). Gli interventi, anticipati da FocusRisparmio lo scorso 8 gennaio in un articolo a firma di Massimo Scolari, sono stati adottati con 339 voti a favore, 294 contrari e 57 astensioni.
I parlamentari dell’Unione hanno approvato anche le modifiche al ‘EU Recovery Prospectus’ (fino al 31 dicembre 2022), con 585 voti contrari e 55 astensioni.
Entrambe le norme fanno parte del pacchetto di misure per i mercati dei capitali e della strategia Ue per la ripresa post-Covid. L’accordo sulle modifiche “Quick Fix” alla direttiva MiFID 2, raggiunto nel dicembre scorso con il Consiglio, rimuove gli oneri amministrativi non necessari per le imprese d’investimento e gli intermediari, trovando un equilibrio tra la protezione degli investitori e il mantenimento di un basso costo di conformità alle regole. I cambiamenti si applicano principalmente ai clienti professionali e alle controparti ammissibili, come assicuratori, fondi pensione o istituzioni pubbliche.
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