Oltre i robo-advisor: arriva il consulente finanziario hi-tech
La nuova consulenza finanziaria sarà supportata dal fintech. È quanto emerge al Forum Ascosim in una tavola rotonda sul rapporto tra capitale umano e intelligenza artificiale
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“Ricerca e innovazione dei prodotti finanziari”. È stato uno dei temi caldi più discussi nel corso dell’evento Ascosim, tenutosi presso Palazzo Mezzanotte. All’incontro hanno partecipato Marcello Chelli, referente Lyxor Etf per l’Italia, Alfonso Maglio, portfolio manager di Marzotto Sim, Vincenzo Sagone, head of Etf, Indexing & Smart Beta Business Unit di Amundi Sgr, Massimo Siano, executive director – head of southern Europe di Etf Securities (Uk) Limited.
Al centro della scena, e non poteva essere diversamente, ci sono i Pir. Chelli ne illustra le recentissime novità normative che hanno permesso una maggiore flessibilità di investimento: “Con la nuova circolare dell’Agenzia delle Entrate è possibile far accedere i nostri clienti a strumenti Pir a basso costo. Quando furono introdotti non c’era questa possibilità. Adesso ci sono due novità fondamentali, una di carattere operativo: abbiamo tre operatori che offrono depositi Pir in cui è possibile inserire Etf Pir e ottenere benefici fiscali. Inoltre, il consulente può dare indicazioni di gestioni di portafoglio all’interno del deposito Pir. Inizialmente potevano farlo solo i fondi, gli altri contenitori invece erano statici; in un eventuale deposito Pir, il consulente poteva dire su che cosa investire, ma per i successivi 5 anni non poteva toccare l’investimento, pena la perdita dei benefici fiscali”. Il referente di Lyxor Etf per l’Italia entra ancora di più nello specifico: “L’agenzia delle Entrate a febbraio ha fornito ulteriori elementi utili per i consulenti indipendenti, stabilendo che all’interno di un contenitore Pir ci può essere anche solo un fondo Pir/Etf e che il limite di concentrazione del 10% si applica ai fondi/Etf non Pir. Cosa più importante, l’Agenzia ha definito che il 10% si calcola in capo al singolo fondo e non alla Sgr. La circolare del Mef permette così sia una gestione molto semplice di portafoglio sia una gestione più complessa. In quest’ultimo caso la normativa offre al consulente la possibilità di investire un 30% di patrimonio in maniera libera, e in più, per 4 mesi all’anno, è possibile gestire il portafoglio senza dover rispettare le regole Pir di investimento. Inoltre, per 90 giorni, è possibile mettere totalmente in liquidità il portafoglio del cliente, senza perdere i benefici fiscali. Direi che con l’arrivo delle circolari dell’Agenzia delle Entrate c’è la possibilità non solamente di far investire in conti Pir a basso costo, ma anche di fornire una gestione attiva a questi strumenti”.
Con riferimento specifico alla Mifid II, invece, Maglio di Marzotto Sim esplicita gli effetti che sono stati prodotti: “Abbiamo un ufficio studi che svolge un’attività di ricerca indipendente e che con Mifid II assume un ruolo primario, ottemperando a obblighi normativi, ovvero giustificare la decisione di investimento con delle analisi approfondite e tracciabili. Il ruolo di ricerca indipendente assume così un’importanza decisiva sia dal punto di vista strategico sia dal punto di vista normativo. Questo ci permette di allineare gli interessi del cliente e del consulente”. Per Maglio, inoltre, la Mifid II è uno strumento molto importante per l’educazione finanziaria visto, che tutti elevano il proprio livello di conoscenza: “Siamo in presenza di una crescita triangolare, che coinvolge chi si rivolge al nostro ufficio studi, l’ufficio studi stesso e il cliente finale”.
Sul tema dell’innovazione nel mondo degli Etf provider, invece, si è espresso Sagone, il quale ha fatto notare che “per innovazione va intesa non tanto la strutturazione del prodotto, ma la capacità di fornire una piattaforma completa. La volontà di tutti gli Etf provider è quella di riuscire ad avere un giorno la possibilità di investire il 100% di un portafoglio equilibrato totalmente in Etf. La sfida futura, già cominciata in questi ultimi anni, è quella di essere in grado di tappare tutti i buchi delle asset class non coperte da Etf”. L’esperto di Amundi Sgr, poi, non ha perso l’occasione per parlare anche del capitolo Esg: “Il tema è tornato in auge negli ultimi anni. Un filtro Esg, oltre a essere etico produce rendimenti migliori. In sostanza, più i criteri Esg sono stringenti più l’indice riesce a performare meglio. Quindi, oltre all’aspetto umano ed etico, rispettare questi criteri è conveniente anche dal punto di vista finanziario”.
La tavola rotonda si è poi chiusa con una riflessione di Siano sull’intelligenza artificiale applicata agli Etf: “Togliamoci questo velo di ipocrisia: non sappiamo più cosa inventare. Abbiamo mille Etf quotati in Borsa Italiana, ma quelli che vanno sono sempre tre o quattro. Noi siamo stati i pionieri con gli Etf, ma i new entry non sanno più che fare per venderli. Chi ci ha creduto nel 2007 o anche prima possiede un’economia di scala, mentre a chi ci prova oggi faccio i miei auguri. Resta sempre la stessa dicotomia. Noi siamo comodi, voi siete a un bivio: dovete informarvi e essere più intelligenti. Dovete capire se la nostra intelligenza artificiale è un marketing oppure è vera. Nella gamma degli innumerevoli Etf devo cercare quello più adatto alle vostre esigenze perché sono arrogante e penso che voi non pensiate. Per questo vi chiedo di aiutarmi a smentirmi attraverso domande intelligenti. In ogni caso, da qui a fine anno, comprerei gli Etf della concorrenza, perché credo in questo strumento e non credo ai fondi attivi. Nello specifico siate lunghi su Europa, Stati Uniti e mercati emergenti”.
