Petrolio in rialzo nel breve termine su tensioni Usa-Iran
L'uccisione del generale Soleimani ha fatto balzare il greggio e i beni rifugio. Ma per gli esperti a meno di escalation i prezzi non dovrebbero salire ancora a lungo
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Con l’acuirsi delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, le quotazioni di oro e argento sono aumentate rapidamente. Ma i venti di guerra pesano solo marginalmente, secondo Ned Naylor-Leyland, gestore del fondo Merian Gold & Silver di Merian Global Investors, a detta del quale i metalli preziosi stanno continuando muoversi principalmente in base a dinamiche legate ai rendimenti reali, anche se in questo momento alcuni investitori hanno ovviamente reagito all’escalation delle tensioni acquistando i tradizionali beni rifugio.
“Se la situazione peggiorasse e ciò facesse accettare ulteriori politiche monetarie e fiscali espansive negli Usa, ci aspetteremmo un contesto di rendimenti reali in dollari Usa in calo, che darebbe una spinta rinnovata e sostenibile ai prezzi dei metalli monetari – osserva Naylor-Leyland -. L’aumento del prezzo dell’oro in dollari, quindi, è più un riflesso della possibilità di rendimenti reali più bassi che di un ‘rischio di guerra’ in aumento. Il mercato obbligazionario percepisce un maggiore rischio di aumento dell’inflazione core e di ulteriore espansione dei bilanci delle banche centrali a causa di questa situazione preoccupante, e questo è il driver principale dei prezzi dei metalli monetari”.
Altro fattore importante, secondo il gestore, è che gli investitori istituzionali stanno di nuovo prendendo in considerazione l’allocazione sull’oro, in quanto pare che presto i massimi del terzo trimestre 2019 verranno superati. “Le allocazioni istituzionali sono sui minimi rispetto ai livelli storici, il che significa che siamo potenzialmente sull’orlo di un continuo spostamento di liquidità dai veicoli alternativi long-only verso quelli monetari assicurativi”, afferma.
L’oro ovviamente è già lo strumento a rischio zero per le scelte di banche centrali, super-ricchi e pubblico asiatico, sottolinea Naylor-Leyland, che conclude:“Crediamo che il 2020 potrebbe essere l’anno in cui il mondo degli investimenti in senso lato tornerà in modo preponderante allo zero monetario”.
