La ricerca di rifugio spinge l’oro verso i 2000 dollari
I rendimenti negativi spingono i beni rifugio. Come il metallo giallo, che è prossimo a toccare i 1.600 dollari
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Da giugno, il prezzo dell’oro è avanzato in modo stabile di oltre 250 dollari l’oncia, per toccare il massimo su sei anni di 1.557 dollari il 4 settembre e poi per il resto del mese si è consolidato intorno ai 1.500 dollari. Il prezzo dell’oro ha trovato supporto il 12 settembre quando la Banca centrale europee si è unita alla Fed in un dietrofront monetario e quando l’attacco missilistico e con droni a un grande impianto petrolifero in Arabia Saudita ha ridotto del 5% la fornitura globale di petrolio. Il rischio sistemico si è ripresentato quando nel mercato overnight dei pronti contro termine è mancata la liquidità per gestire la combinazione tra scadenze fiscali e la chiusura di un’asta di Treasury statunitensi il 17 settembre. Una situazione del genere solleva tuttavia una domanda, secondo Joe Foster, portfolio manager e strategist di VanEck: come si comporteranno i mercati finanziari in circostanze di stress sistemico meno benevole?
“Il prezzo dell’oro è rimasto sotto controllo anche quando le tensioni commerciali con la Cina si sono in qualche modo allentate, dato che le due parti in causa hanno concordato nuovi negoziati a ottobre – osserva -. Ha invece fronteggiato nuove difficoltà quando l’S&P 500 ha quasi raggiunto un nuovo record storico il 19 settembre e l’U.S. Dollar Index ha raggiunto un nuovo picco (imbattuto da 28 mesi) il 30 settembre. Ci chiediamo chi continui ancora a investire negli asset statunitensi in un contesto dominato dal caos per l’impeachment, dallo stress sistemico e dall’irresponsabilità fiscale. Forse le macchine hanno davvero preso il sopravvento”.
Lo strategist sottolinea che l’oro si è mostrato resistente fino al 30 settembre, quando è sembrato che la forza del dollaro schiacciasse il metallo: “Ci siamo domandati se una correzione momentanea del prezzo dell’oro sarebbe arrivata a 1.500 dollari o a livelli superiori. Ora abbiamo la risposta, dato che a settembre il prezzo è sceso di 47,91 dollari (3,2%), raggiungendo i 1.472,39 dollari e ottobre si profila come un mese di correzione. Anche i titoli auriferi hanno registrato una flessione, con il NYSE Arca Gold Miners Index in calo del 10,0% e il MVIS Global Junior Gold Miners Index diminuito dell’11,2%”.
Insomma, l’oro continua a superare le attese e l’aumento registrato quest’anno ha sorpreso molti investitori. “Ci sono stati forti afflussi negli Etp sull’oro fisico, anche se abbiamo visto pochi flussi nei fondi azionari auriferi – precisa Foster -. Per molti, questo movimento ricorda quello della prima metà del 2016, quando il prezzo dell’oro era aumentato di 260 dollari e il GDM era raddoppiato. Tuttavia, nel 2016 il movimento non è stato di lunga durata e il prezzo dell’oro e dei titoli auriferi è calato rimanendo poi invariato per i successivi tre anni. Gli investitori azionari sono ora comprensibilmente cauti e prudenti. Con la correzione in atto, probabilmente presto scopriremo se il 2019 è stato un altro fuoco di paglia o l’inizio di un nuovo mercato rialzista. Lo scenario macroeconomico odierno è molto più favorevole rispetto al 2016. Sia la fase di espansione sia quella di rialzo del mercato azionario generale sono diventate le più lunghe della storia. La crescita globale è in netto rallentamento. I tassi reali diminuiscono e dovrebbero continuare a diminuire nel prossimo futuro. Il debito a rendimento negativo ha raggiunto la cifra astronomica di 15.000 miliardi di dollari e continua a crescere. La leadership globale continua a peggiorare”.
Prima del 2019, 1.365 dollari era il livello di resistenza al rialzo stabilito per l’oro. Una volta che la resistenza al rialzo viene oltrepassata, spesso si trasforma in supporto al ribasso. Secondo Foster, quindi, nella correzione attuale l’oro potrebbe tornare a 1.365 dollari e mantenere ancora una forte tendenza per un mercato al rialzo. Analogamente è possibile che l’oro si consolidi a livelli superiori, diciamo nell’intervallo compreso tra 1.400-1.450 dollari. Questa correzione potrebbe durare solo un mese o continuare sino alla fine dell’anno. “Se è vero che conosceremo i dettagli soltanto nel futuro, i forti elementi macro trainanti suggeriscono che la correzione rappresenterà soltanto una fermata, non il capolinea. Inoltre, vista la performance dell’oro nel 2019, non saremmo sorpresi se continuasse a superare le nostre attese”, assicura.
“Abbiamo partecipato al Denver Gold Forum di settembre e abbiamo incontrato diverse società – racconta inoltre lo strategist -. Nonostante gli elevati prezzi dell’oro, non regnava un’atmosfera di euforia e il messaggio era improntato sulla solidità dei fondamentali aziendali. Abbiamo chiesto a ogni produttore che abbiamo incontrato come avrebbe gestito i generosi flussi di cassa a cui avrà accesso quest’anno e forse oltre. Alcuni pensano di ridurre ulteriormente il debito, altri stanno valutando di implementare politiche dei dividendi adeguate. Ci aspettiamo l’aumento dei budget per l’esplorazione e alcuni reinvestimenti a supporto dell’attività. Le aziende prevedono di far fronte ai costi mantenendo i tenori limite e mantenendo come riferimento un prezzo di 1.200 dollari per pianificare le proprie operazioni. Riteniamo pertanto che i margini di profitto possano aumentare insieme ai prezzi dell’oro”.
“Una delle priorità è la crescita organica attraverso l’espansione delle aree industriali dismesse e/o l’aumento della vita residua delle riserve – conclude lo strategist -. Le società non hanno parlato di espansione tramite fusioni e acquisizioni o lo sviluppo di vaste aree incontaminate. Sono state queste le cause principali della distruzione del valore nell’ultimo ciclo rialzista quando le società hanno pagato eccessivamente per le acquisizioni e hanno sviluppato strutture che richiedevano troppo capitale. Dato che il prezzo dell’oro a 1.500 dollari è una novità, al prossimo Denver Gold Forum avremo la prova del nove. Se il prezzo dell’oro rimane elevato e se le società continuano a mostrare una rigorosa disciplina del capitale e a contenere i costi, saremo investitori molto felici”.
