L’alpha è nulla senza protezione
Ecco i fattori da tenere in considerazione per la costruzione di un portafoglio multi-asset secondo Gam (Italia) Sgr
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Il Coronavirus ha reso evidente il valore di classi di investimento come il multiasset. L’elevata volatilità dei mercati, causata dall’incertezza e gli elementi di novità che gli analisti ritengono caratterizzeranno il new normal nel post-Covid, impongono ai gestori di portafoglio anche maggiore flessibilità e azione. Per questo i fondi che non attuano una asset allocation tradizionale offriranno maggiori possibilità in termini di gestione.
È necessario partire dal contesto per capirne il perché. “Dall’analisi recente dei dati epidemici globali si ricavano motivi di conforto: con l’eccezione rilevante del Sudamerica, le principali economie vedono una dinamica dei contagi sotto controllo e proseguono, conseguentemente, nell’allentamento delle misure varate mesi fa. Tutto questo si riflette sugli indicatori Pmi, che segnalano un deciso rialzo. Tuttavia, la ‘nuova normalità’ appare per molti versi differente da quella pre-epidemica” dice a FocusRisparmio Massimo De Palma, responsabile team Multi Asset Italia di GAM (Italia) Sgr. “Con l’ingresso in quarantena, ci eravamo lasciati alle spalle un ordine mondiale ‘pacificato’, con rischi di recessione in ribasso e variabile geopolitica rientrata, grazie all’impegno reciproco di interscambio fra Usa e Cina. Ritroviamo al contrario nuovi-vecchi attriti fra i due giganti e un’economia globale di difficile decrittazione, stanti le enormi differenze d’impatto del virus sui comparti dell’economia. Se infatti le analisi convergono su uno scenario di stabilizzazione dell’economia in generale da qui a fine 2021, il punto più insidioso riguarda la possibilità di modifiche strutturali dei consumi, che spiazzerebbero inevitabilmente buona parte dei settori della Old Economy”.
Il processo d’investimento del multiasset di Gam adotta una filosofia differente rispetto alla classica allocazione per asset class. “È un approccio basato sul rischio: in sintesi, valutiamo come uno strumento si rapporti con il resto del portafoglio e in particolare come si comporti nelle fasi di crescita dell’avversione al rischio. Per questo motivo costruiamo la posizione a partire dai beta tradizionali, ricercando il massimo grado di diversificazione e flessibilità di allocazione; integriamo questi ultimi con i beta attivi, con cui identifichiamo investimenti di mercato con un profilo di correlazione più basso rispetto ai tradizionali: fra questi rientrano le scelte azionarie di stile (growth/value/momentum), di capitalizzazione (small-mid-large), obbligazionarie (floater/indicizzati all’inflazione) o anche una selezione tra materie prime e strategie azionarie innovative (high income, low volatility); infine il portafoglio è arricchito dalla presenza di una componente alfa, mediante la selezione di strategie azionarie o obbligazionarie a rendimento assoluto, di CTA/Global Macro, e di una di protezione da rischi specifici di mercato: l’obiettivo delle prime è ottenere una fonte aggiuntiva di rendimento slegata dai mercati tradizionali; per le seconde l’inserimento è finalizzato ad avere strumenti che proteggano dai rischi di mercato, come ad esempio l’asset class volatilità; dal rischio tasso, con short eventuale di tratti di curva, o dai rischi geopolitici, mediante gli investimenti in metalli preziosi”.
La costruzione di un portafoglio solido e realmente diversificato, tale da far fronte ad improvvisi cambi di direzione del mercato, costituisce di per sé un’ottima base di partenza. A questo aspetto si affianca l’utilizzo della flessibilità, che deve essere anch’essa reale: “i fattori di rischio presentati non sono statici, ma – continua De Palma – ne variamo le esposizioni in funzione dei fondamentali di mercato. I mercati tradizionali, come azioni e credito, saranno molto più importanti e presenti in portafoglio quando le opportunità sono più ampie, ovvero in caso di metriche di valutazione molto basse, come ad esempio avvenuto sui nostri portafogli nel 2009 o post 2011; per converso strategie decorrelate o negativamente correlate, come Alfa e Protezione, si muoveranno in fase con i prezzi degli asset tradizionali: in caso di valutazioni elevate queste componenti costituiranno una parte molto significativa di portafoglio, migliorandone le “linee di difesa”. Ciò è avvenuto ad esempio già verso la fine del 2019 e ancor più nel primo trimestre di quest’anno, con la riduzione del peso azionario e l’incremento in portafoglio di metalli preziosi, volatilità (intesa come asset class), dollaro e yen giapponesi. Viceversa, la correzione ha creato anomalie di valutazione e opportunità: alla fine del primo trimestre e ad aprile, questo ha permesso un rientro graduale sul credito e sull’azionario, a partire dai segmenti di mercato più sicuri, come l’investment grade e i settori dell’azionario meno impattati dal virus”.
Le strategie multi-asset consentono di tenere a bada la volatilità. Un aspetto di cui ci parla Maya Bhandari, gestore Multi-Asset di Columbia Threadneedle Investments: “Abbiamo iniziato l’anno con l’aspettativa che il ciclo industriale globale stesse cambiando, dopo una recessione industriale e dei profitti in tutte le principali regioni nel 2019. I dati economici sembravano essere al ribasso e questa ripresa ciclica, insieme al basso tasso di inflazione e una politica monetaria meno stretta, sembrava essere un sostegno per le azioni e il credito, dove eravamo posizionati favorevolmente dal punto di vista dell’asset allocation. In effetti, l’anno è iniziato sostanzialmente in linea con le nostre aspettative. Ma da allora sono cambiate molte cose – e con una velocità inaspettata. La risposta del mercato a Covid-19 è stata sorprendente, con forti vendite di azioni e obbligazioni societarie, una scossa di volatilità più elevata e un significativo aumento delle correlazioni tra gli asset. Questo ha significato per il Fondo Threadneedle (Lux) Global Multi Asset Income (GMAI) un marzo particolarmente difficile. Tuttavia, la nostra attività di portafoglio nelle ultime settimane ci ha permesso di recuperare più della metà del prelievo di marzo in aprile e ora ci confrontiamo favorevolmente con i nostri pari”.
Il Fondo GMAI investe in tre fonti diversificate: azioni, reddito fisso e vendita di opzioni call su indici. “A fronte della profonda debolezza dei dati economici, ben più marcata di quanto molti si aspettassero, abbiamo cercato di ridurre la ciclicità nei portafogli multi-asset, riducendo le azioni britanniche e giapponesi a favore degli Stati Uniti – spiega Bhandari – Allo stesso tempo, investiamo in mercati di rischio selezionati, in particolare quelli che possono beneficiare direttamente di misure politiche, come il credito higher grade. Con la crisi abbiamo aumentato sia la quantità sia la qualità del rischio che stiamo assumendo. Al contrario, abbiamo mantenuto o aumentato la liquidità e stiamo gradualmente riducendo le nostre classi di attivi preferite ed effettuando prese di profitti in aree che hanno, ad esempio, duration lunga e che hanno registrato buoni risultati”. L’attenzione è fortemente focalizzata sulla qualità in tutto il portafoglio, proprio per controllare la volatilità del portafoglio e preservare il capitale. Per questo motivo, nel settore azionario, Columbia si focalizza su società che non solo offrono un dividendo forte, ma che offrono guadagni e dividendi in crescita, che utilizzano una leva finanziaria limitata e la cui copertura dei dividendi è robusta. “Anche nel reddito fisso siamo posizionati in società ad alto rendimento di migliore qualità, con particolare attenzione alla gestione del rischio. Infine, poiché i premi ricevuti dalla vendita delle opzioni call aumentano con picchi di volatilità del mercato, questa strategia fornisce una certa protezione nei mercati deboli, contribuendo a ridurre la volatilità complessiva del portafoglio”, conclude la fund manager.
