Mercati verso la normalizzazione
Secondo Pramerica Sgr, meglio ridurre l’investimento nell’azionario e tenere una duration molto bassa nell’obbligazionario
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Come accade per le maree, anche i mercati azionari mondiali sono soggetti a fluttuazioni ricorrenti. A dirlo, Harald Berres, portfolio manager di Ethenea, secondo cui mentre i mesi invernali e primaverili sono considerati come tipici mesi rialzisti, gli investitori tendono a temere l’estate e l’autunno.
“Questo perché molte battute d’arresto gravi – spiega -, come è stato per il lunedì nero del 1987 o per l’11 settembre 2001, si sono verificate in autunno. Dato che i mercati azionari sono stati spesso in grado di riprendersi da queste battute d’arresto tra novembre e dicembre, è nato il mito del rally di fine anno. Si tratta in realtà di un rally di dicembre che non di un effettivo rally di fine anno”. Tra Natale e Capodanno, infatti, secondo Berres la stagione delle vacanze si traduce in un turnover di Borsa che è troppo debole per stimolare i mercati.
Quindi, ora che ci stiamo avvicinando alla fine del 2019, la domanda da un milione di dollari è: ci sarà un rally di fine anno? Berres non ha dubbi: “In realtà siamo già nel bel mezzo del rally. Nelle ultime quattro settimane tutti gli indici sono cresciuti vistosamente e, dato l’alto livello di pessimismo degli investitori, i mercati azionari sono letteralmente decollati a partire da metà settembre, con un’impennata dei prezzi. Allo stesso tempo, il sentiment è migliorato e porta a disegnare un quadro ottimistico”.
Dato che un ottimismo eccessivo può essere dannoso per i mercati, secondo l’esperto è improbabile che vedremo una prosecuzione del bull market a questi ritmi. “Pertanto, è più facile prevedere un rally di San Nicola, festa che cadrà il 6 dicembre, piuttosto che un rally di Capodanno. Del resto, alla fine dell’anno i mercati azionari hanno bisogno di consolidamento, altrimenti potrebbero surriscaldarsi e pagare poi con una correzione a gennaio 2020”, conclude.
