2018, l’anno della sostenibilità
Il concetto di Esg sarà sempre più al centro dei megatred che caratterizzano l’orizzonte degli investimento. Lo sanno anche le società di gestione, che lanciano sempre più prodotti etici
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Anche nel 2020, per il secondo anno consecutivo, Axa Im si posiziona sul gradino più alto dell’H&K Responsible Investment Brand Index. Pietro Martorella, ad di Axa Im Italia, racconta a FocusRisparmio l’impegno del Gruppo – da oltre 20 anni nel campo degli investimenti responsabili – nel generare valore sostenibile per il cliente favorendo il cambiamento all’interno delle società stesse. Un percorso di impegno e contestuale ricerca di valore (sono 7200 gli emittenti classificati sulla base di criteri Esg) che passa anche attraverso green bonds, tecnologie verdi e il consumo sostenibile. Asset class che meglio di altre hanno resistito alla crisi dei mercati degli ultimi mesi.
“AXA Investment Managers considera gli investimenti responsabili parte del suo dna: il nostro impegno è iniziato due decenni fa, abbiamo lanciato il primo mandato d’impatto sociale nel lontano 1998. D’allora, l’investimento responsabile è diventato la nostra missione e nel corso degli anni abbiamo investito tempo e risorse nell’integrazione delle analisi Esg in tutte le nostre piattaforme di investimento, nelle attività di engagement e di partecipazione al voto.
Per noi Esg significa generare valore sostenibile e nel lungo termine per i clienti, ma anche avere un impatto positivo sulla società secondo uno sviluppo in cinque azioni: evitare esposizioni in conflitto con i suoi principi e valori; identificare rischi e opportunità Esg; investire integrando l’analisi Esg; avere un impatto attraverso investimenti orientati al risultato, e influenzare, grazie a una ricerca approfondita e all’engagement. Forniamo ai nostri gestori, tramite i tool di front office, accesso ai punteggi Esg, a diversi KPI e a ricerche RI dedicate. Applichiamo le politiche RI di esclusione e la stewardship ad oltre il 90% delle masse in gestione e per 2/3 delle masse complessive, integriamo i fattori Esg nelle decisioni di investimento nel rispetto dei bisogni e degli obiettivi dei clienti.
L’investimento responsabile non è più di nicchia: dal nostro sondaggio emerge che l’investimento responsabile è un fattore sempre più importante anche nelle scelte d’investimento degli italiani, specialmente tra i più giovani. Non solo, se scelgono d’investire responsabilmente, gli italiani vogliono vedere risultati concreti dell’impatto del proprio investimento. Tre quarti degli intervistati pensano che le imprese socialmente responsabili si troveranno in una posizione migliore in futuro rispetto a quelle che non lo sono. Inoltre, se scelgono di investire responsabilmente, in media 3 su 5 italiani vogliono vedere risultati concreti dell’impatto del proprio investimento, per esempio a livello di riduzione delle emissioni di carbonio.
I settori di maggiore crescita sono i green bonds, le tecnologie green e il consumo sostenibile. In particolare, I green bonds sono una classe di attivo che ha retto bene l’impatto del Covid-19 e ha prodotto un rendimento molto interessante da inizio anno. Da escludere invece la produzione di carbone e sabbie bituminose, il tabacco, le armi, gravi violazioni dei principi del Global Compact (UNGC) e le società con problemi di qualità Esg.
Sì, crediamo fermamente che ci sia una correlazione positiva tra Esg e rendimenti finanziari e che incorporando i criteri Sri nell’analisi si possa migliorare il profilo rischio/rendimento e giungere a migliori soluzioni d’investimento sostenibili di lungo periodo per i clienti. All’inizio dell’anno abbiamo pubblicato un’analisi sul modo in cui le diverse politiche di esclusione e gli standard di investimento ESG di AXA IM avevano inciso sui nostri rendimenti di investimento nel corso del tempo. Dai risultati emerge che le nostre politiche di esclusione e i nostri standard Esg hanno incrementato la sovraperformance degli investimenti: negli ultimi quattro anni questi hanno generato un rendimento in eccesso di 0,92% rispetto all’indice MSCI ACWI, con un migliore profilo di rischio/rendimento, senza limitare in maniera eccessiva l’universo investibile.
Secondo le nostre analisi sul mercato azionario e obbligazionario nel 1° trimestre del 2020, le società con i rating Esg più alti hanno dimostrato maggiore capacità di resistere al crollo dei mercati provocato dall’epidemia da Covid-19 rispetto alle società coi rating più bassi. Nel mercato azionario, nel 1° trimestre i titoli migliori nella categoria “ESG Leader” hanno superato quelli coi rating peggiori ovvero gli “ESG Laggard” di 16,8 punti percentuali. Nello stesso periodo, nel reddito fisso, le obbligazioni delle società ESG Leader hanno superato quelle ESG Laggard di 5,2 punti percentuali. In entrambe le asset class, gli ESG Leader hanno fatto meglio anche del relativo indice di riferimento. Siamo consapevoli che i punteggi ESG da soli non possono delineare l’intero scenario in un periodo drammatico per l’economia mondiale. Tuttavia, la nostra analisi iniziale sembra indicare chiaramente che un buon punteggio ESG può essere un segnale di qualità nonché della capacità di resistenza in fasi turbolente dei mercati azionari e obbligazionari. Pertanto, un portafoglio che privilegia i punteggi ESG più alti offrirebbe un posizionamento più difensivo in fasi di stress del mercato.
Oggi AXA IM gestisce numerose strategie d’impatto, dai green e social bond alle azioni e obbligazioni quotate, allo scopo di offrire soluzioni ai problemi dalla sanità, del cambiamento climatico e della biodiversità. Siamo leader nel mercato delle obbligazioni verdi con circa sette miliardi di euro in vari portafogli e nel 2015 abbiamo lanciato un fondo dedicato: AXA WF Global Green Bonds. Dopo cinque anni dalla sua nascita, il comparto ha raccolto oltre mezzo miliardo di euro e si dedica a finanziare la transizione energetica verso un’economia a basso impatto di CO₂, focalizzandosi sui temi come smart energy solution, trasporti a basso impatto, edifici verdi ed ecosistema sostenibile.
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