Schroders taglia le stime sull’Eurozona. Colpa dei dazi
La crescita del Pil 2018 rivista dal 2,4 al 2%. È il secondo downgrade consecutivo
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Un settore che non conosce crisi quello del lusso. Come spiega Scilla Huang Sun, responsabile azionario settore lusso di GAM Investments, “le società del settore hanno riportato nuovamente ottimi risultati nel secondo trimestre, a dimostrare che malgrado il contesto di volatilità macroeconomica e geopolitica, i prodotti di lusso sono sempre molto in voga. Nel primo semestre del 2018, la crescita organica delle entrate è arrivata a poco meno del 10% in tutto il settore. Sono proseguiti i trend principali che avevano caratterizzato gli ultimi trimestri”. Questo perché “le società hanno continuato a concentrarsi sui millennial e ad attuare una strategia omnichannel, mentre è proseguita la creazione di ricchezza a livello mondiale, sulla scia di un’economia globale generalmente solida”.
Scilla Huang Sun prevede che le vendite di beni di lusso riporteranno “una crescita di oltre 5% nel 2018. Un’eventuale decelerazione della domanda cinese di beni di lusso è stata una delle preoccupazioni più diffusamente discusse negli ultimi tempi ma, ad oggi, non si registra alcun segnale in questo senso. Società quali LVMH, Kering, Swatch, Hermès, Prada e Rémy Cointreau continuano a godere di una solida domanda da parte della loro clientela cinese e restano molto positive circa le prospettive di lungo termine dei consumi cinesi”.
Anche negli Stati Uniti il settore va a gonfie vele. “Le vendite di beni di lusso – spiega l’esperta di GAM Investments – hanno goduto di un ottimo andamento anche negli Stati Uniti nel secondo trimestre, soprattutto nel settore dei viaggi retail e online, mentre l’Europa ha visto un decremento del numero di turisti rispetto ai trimestri precedenti”.
