In un contesto caratterizzato dal ritorno della volatilità e dalle aspettative di ulteriori politiche monetarie espansive, il sentimento del mercato può cambiare a velocità vertiginosa
La performance, sopra ogni cosa, battendo anche la volatilità. È il mantra dei gestori di fondi Absolute Return che usano strategie long/short sull’azionario.
Un’idea mutuata dai fondi hedge e trasferita nella gamma dei prodotti alternativi Ucits, che mira a neutralizzare i movimenti del mercato costruendo i portafogli con una composizione di posizioni rialziste (long) e ribassiste (short). E che ha il vantaggio di essere accessibile anche agli investitori retail, che nel corso degli anni hanno premiato queste strategie nonostante performance non sempre consistenti.
A tal proposito, una recente analisi di Morningstar metteva in guardia gli investitori dal fatto che, “dopo un decennio di crescita esplosiva”, i dati dicono che l’asset class “deve ancora raggiungere una fase di maturità per giustificare il proprio posto all’interno dei portafogli degli investitori”.
Ciononostante i fondi long/short equity hanno mostrato segnali di ripresa archiviando il primo mese del 2019 con un rendimento di +1,9%. All’interno della categoria, spiccano i prodotti con focus settoriale, in rialzo del 2,8%, seguiti da quelli che operano nel mercato americano, con +2,7%, e da quelli che spaziano sull’equity a livello globale, con +2,2%.
In territorio positivo anche i fondi che assumono posizioni lunghe e corte sul mercato azionario europeo, che hanno realizzato un risultato di +1,45% e sono oggetto di quest’analisi di medio-lungo termine (vedi tabella).
Migliori fondi Alternative Long/short Equity Europe per rendimenti a cinque anni
Fonte: Morningstar Direct. Per ciascun fondo è stata presa solo la classe primaria. Dati disponibili al 28 febbraio 2019. I rendimenti sono espressi in % e in euro e sono annualizzati.
Se proseguiranno queste fasi di volatilità frequente, può aprirsi uno scenario favorevole per gli alternativi nel corso dell’anno? Le strategie long/short equity, in particolare, possono dare un valore aggiunto ai portafogli? Per rispondere a queste domande, FocusRisparmio ha interpellato alcuni dei gestori che negli ultimi tre anni hanno ottenuto le performance migliori sfruttando questa strategia.
Come è posizionato il fondo sulla parte lunga e corta del portafoglio e perché?
Mike Buhl-Nielsen, gestore del fondo Jupiter Europa di Jupiter AM
[Mike Buhl-Nielsen, gestore del fondo Jupiter Europa di Jupiter AM] Il Regno Unito dovrebbe lasciare l’Unione europea entro la fine di marzo, le elezioni per il Parlamento europeo si terranno poi a maggio, e in Spagna ci saranno le elezioni per la terza volta in quattro anni. Tenendo conto di tutto ciò, continuiamo a mantenere posizioni significative in opzione put sull’indice volte a mitigare potenziali ribassi, mentre cerchiamo anche di ampliare il nostro approccio di hedging mediante altri strumenti. Come sempre, continuiamo a incontrare i CdA delle aziende, a setacciare il mercato alla ricerca di opportunità di investimento in aziende di qualità con valutazioni ragionevoli e a scovare potenziali sacche di valore strategico ma inespresso.
Gianmarco Mondani, CIO del team azionario non direzionale e cogestore delle strategie azionarie long/short europee di GAM Investments
[Gianmarco Mondani, CIO del team azionario non direzionale e cogestore delle strategie azionarie long/short europee di GAM Investments] Privilegiamo posizioni long su titoli che godono di ampia visibilità sulla crescita degli utili a causa di esposizione a nicchie, trend strutturali o acquisizioni. In tal senso siamo esposti a titoli nel settore del lusso, quali Kering, LVMH, Ferrari, Pernod e Diageo, alcune società nell’healthcare, come Lonza, Recordati e Sanofi, alcuni esponenti del settore della difesa, come Rheinmetall e Thales, alcune utilities con esposizione al rinnovabile (Iberdrola, Enel, Erg), e alcuni leader tecnologici, quali Capgemini, Ubisoft; Dassault Systèmes ed Ericsson. Abbiamo invece posizioni short su società esposte a sfide strutturali (come alcune società nel real estate commerciale, alcune banche, alcuni retailers) o titoli che trattano su valutazioni elevate nonostante la ciclicità dei loro utili ne danneggi le prospettive, principalmente nel settore industriale.
Malte Heininger, gestore del fondo Carmignac Long-Short European Equities
[Malte Heininger, gestore del fondo Carmignac Long-Short European Equities] Siamo principalmente investitori bottom-up e preferiamo selezionare i titoli per le caratteristiche e le prospettive individuali delle società sottostanti piuttosto che assumere una view top-down su regionio settori. Attualmente vediamo un minor numero di titoli in grado di apprezzarsi nel tempo e questa tendenza è confermata da chiari segni di debolezza nelle aziende europee. Troviamo ancora stimolanti opportunità di investimento, ma vediamo proposte molto più interessanti sul lato corto del portafoglio, piuttosto che su quello lungo.
Quali sono i principali trend di mercato che sta seguendo e come sono riflessi nel portafoglio? Quali sono dunque i suoi top-bet per generare alpha nel resto dell’anno, e prevede prese di profitto/modifiche rilevanti al posizionamento?
[Gianmarco Mondani] L’economia europea segnala un vistoso rallentamento, cosa che non sta aiutando gli utili aziendali. Quanto elaborato sopra sulla struttura di portafoglio è in piena sintonia con questo scenario. Non escludiamo che i mercati possano subire una correzione e il nostro posizionamento mira a perseguire opportunità di guadagno anche in tale scenario. Cambieremo approccio solo se gli indicatori congiunturali ci segnaleranno un miglioramento delle prospettive.
[Mike Buhl-Nielsen] I principali trend di mercato sono determinati da tre fattori. In primo luogo, la politica monetaria statunitense, che di recente è stata impostata su un tono più dovish (una FED “colomba” significa un approccio più tranquillo da parte delle altre banche centrali mondiali, un dollaro US più debole e quindi mercati emergenti più forti). In questo senso, guardando avanti gli investitori devono ora valutare se tale tono è appropriato guardando, ad esempio, alla crescita del Pil statunitense e in particolare all’inflazione salariale del Paese: nel caso in cui quest’ultima registri un picco, potrebbe verificarsi una spiacevole inversione di tendenza.
Il secondo fattore è rappresentato dal risultato dei negoziati commerciali tra Cina e Stati Uniti il mese prossimo: affinché i mercati si mantengano sui livelli attuali e crescano, è necessario un successo delle trattative. Un fallimento potrebbe innescare una recessione.
Infine, l’impatto dei precedenti stimoli sull’economia cinese dovrebbe riflettersi sulla crescita del Dragone. Nell’eurozona serve non solo che l’economia globale sia in buona salute, ma anche che gli indici PMI risalgano e che sia evitata una Hard Brexit. Tutti questi fattori si riflettono nel portafoglio principalmente nell’esposizione netta, lorda e nell’opzionalità, che fornisce una protezione dai ribassi, nonché attraverso un focus sui titoli meno correlati al Pil complessivo, ma piuttosto a specifici driver. Il portafoglio non è attualmente molto concentrato, ma i nomi chiave sono Prudential, Burford, Basic Fit, Aroundtown.
[Malte Heininger] Sul lato “core long” del portafoglio, che rappresenta le nostre principali conviction e un orizzonte di investimento più lungo, siamo alla ricerca di società innovative e visionarie che possano svilupparsi in un contesto di bassa crescita, in cui adattarsi proattivamente per beneficiare di un ambiente in costante evoluzione. Tuttavia queste società sono sempre più difficili da trovare e, di conseguenza, non è nostra intenzione allontanarci dal nostro approccio cauto ai mercati azionari o dall’esposizione azionaria netta dettata da tale approccio.
Le nostre tesi strutturali sulle posizioni “alpha short”, vale a dire società altamente indebitate che presentano sfide strutturali, sono ancora attuali anche se abbiamo assistito a un forte rimbalzo dei mercati azionari. In effetti, abbiamo identificato diverse società che offrono opportunità di vendita allo scoperto a causa delle loro pratiche contabili aggressive o di debolezze strutturali. Sul lato lungo del portafoglio, le nostre principali conviction sono i nostri “core long”, come lo sviluppatore di software Informa, lo specialista dei sistemi frenanti Knorr-Bremse o il produttore di abbigliamento sportivo Puma.
Siete investiti in Italia? Quali sono le prospettive economiche e finanziarie dell’Italia all’approssimarsi delle elezioni europee, e qual è l’outlook su Piazza Affari e in particolare sulle banche del paese?
[Mike Buhl-Nielsen] Siamo investiti selettivamente in Italia: un’opportunità assolutamente unica all’interno del segmento italiano delle small cap è Banca FarmaFactoring. Nonostante l’Italia sia in una fase di bassa crescita, l’impatto del populismo sui mercati finanziari e sulle banche in ultima battuta si è rivelato più ragionevole del previsto. Intesa e Unicredit rappresentano investimenti interessanti a più lungo termine.
[Gianmarco Mondani] L’Italia soffre in maniera rilevante del quadro congiunturale sfavorevole descritto sopra. Il listino italiano offre opportunità di investimento in molte società a respiro internazionale che dipendono poco dalle dinamiche interne, e troviamo tra queste diverse opportunità. Il settore bancario invece ci preoccupa. Le banche italiane, in particolare quelle domestiche e di minori dimensioni, rimangono esposte a significativi rischi macroeconomici e regolamentari. I principali punti di debolezza sono: 1) basso livello di profittabilità sia in assoluto che in termini relativi ai principali concorrenti europei; 2) livelli di patrimonializzazione inferiori ai principali concorrenti europei, che ne limitano le capacità operative; e 3) esposizione ai crediti in sofferenza tra i più alti in Europa nonostante le forti riduzioni degli ultimi anni.
“Conoscere a fondo” è la rubrica di FocusRisparmio.com in cui passiamo al setaccio una specifica asset class su un orizzonte di investimento di medio-lungo periodo, coinvolgendo i gestori dei fondi top performer in un’analisi a più voci sui driver di performance e sulle prospettive di rendimento dei prossimi mesi.
Il cambio di rotta delle banche centrali ha riportato il sereno sull’asset class, ma il rallentamento in Europa e Cina preoccupa. L’analisi dei migliori gestori di fondi global bond a cinque anni
Da inizio anno i listini globali sono tornati in grande spolvero. In un contesto di crescita globale ancora positiva, alcuni dei migliori fund manager scrutano l’orizzonte alla ricerca di opportunità.