Azioni, bond e valute emergenti. Le opportunità
Le obbligazioni indicizzate all’inflazione appaiono interessanti, essendo previsto un incremento di questo parametro
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“In tema di sostenibilità, i cambiamenti climatici rimangono la principale sfida per l’uomo, con effetto ‘terremoto’ sui modelli di business”. Lo evidenzia Masja Zandbergen, responsabile dell’integrazione Esg di Robeco.
“L’Università di Cambridge – ricorda l’esperta – ha cercato di misurare l’impatto teorico di tre diversi scenari per combattere il riscaldamento globale. Lo scenario più ottimista prevede il rapido passaggio da un’economia globale basata sui combustibili fossili a una decarbonizzata, il che richiederebbe enormi investimenti in nuove infrastrutture. Una simile conversione avrebbe costi elevati e produrrebbe un breve periodo di volatilità alta e di crescita lenta”.
Purtroppo, però, “lo scenario più plausibile sembra confermare le tendenze passate, con temperature che, entro il 2100, aumenteranno di 2,0-2,5°C rispetto ai livelli pre-industriali. Il mondo riuscirebbe a ridurre lentamente la propria dipendenza dai combustibili fossili, ma i benefici della nuova economia low-carbon si avvertirebbero solo più avanti nel tempo”.
Nel terzo scenario “verrebbe data priorità alla crescita, trascurando i rischi legati ai cambiamenti climatici. All’inizio l’economia crescerebbe principalmente in funzione dei combustibili fossili ma poi, a causa del degrado ambientale il mercato perderebbe gradualmente fiducia nelle performance future”.
“Lo studio di Cambridge – continua l’analista – ha ipotizzato l’impatto di questi scenari su quattro tipi di portafoglio: prudente, bilanciato, aggressivo e puramente a reddito fisso. Nei primi due scenari sui mercati sviluppati le performance più deludenti giungerebbero dal settore immobiliare, seguito da materiali di base, edilizia e produzione industriale”.
“A fornire le migliori performance sarebbero invece i trasporti, l’agricoltura e i consumi retail. Naturalmente, nel lungo termine il terzo scenario penalizza soprattutto i rendimenti attesi dei portafogli più rischiosi, mentre quelli puramente a reddito fisso offrono risultati migliori”, conclude Zandbergen.
