Oro: la manovra italiana dietro l’aumento del prezzo
E' prevedibile che la domanda di oro venga alimentata dalle banche centrali perché è una riserva monetaria liquida, non presenta rischi di controparte e consente di diversificare
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Investimenti sostenibili e responsabili in Europa. A che punto siamo? Ce lo dice l’European Sri Study 2018 (la ricerca biennale coordinata da Eurosif) che è stata presentata a Bruxelles. La ricerca, che ha interessato il biennio 2015-2017, è stata condotta attraverso un questionario sottoposto a soggetti chiave dell’industria Sri (Socially responsible investing).
La crescente diffusione degli investimenti socialmente responsabili nel Vecchio Continente è stata confermata da questo studio. La crescita è coerente in tutte le strategie europee. La più grande crescita per l’integrazione Esg con un Cagr del 27% sostiene l’opinione che integra i criteri di sostenibilità all’interno degli investimenti è sempre più la norma.
Le esclusioni (la strategia prevede l’esclusione a priori o a posteriori di un settore produttivo o di una compagnia il cui business risulta incompatibile con i criteri Esg o con gli standard normativi internazionali) dominano ancora ampiamente il panorama dell’Sri con un asset under management che supera i 9 trilioni di euro.
La Svizzera continua a guidare le esclusioni con 2,4 trilioni, seguita a stretto giro dal Regno Unito con poco più di 2 trilioni.
Ottimi i risultati dell’Italia in questo settore visto che le strategie di investimento Sri hanno registrato una crescita significativa. Analizzando i numeri nel dettaglio, primeggiano esclusione ed engagement rispettivamente con masse di circa 1.450 e 135,7 miliardi di euro (per l’engagement, un +213% rispetto al 2015).
Ma sono gli investimenti tematici a evidenziare la progressione più rapida, passando dai circa 2 miliardi di euro del 2015 ai quasi 53 miliardi nel 2017. Un dato che assegna all’Italia il primato europeo in riferimento a questa strategia.
