Giancarlo Oranges, a.d. di Askoll Eva, racconta il rapporto della sua azienda con le tematiche al centro del Salone del Risparmio 2019
Giancarlo Oranges, amministratore delegato di Askoll Eva
“In Italia la cultura dell’elettrico è ancora in fase di sviluppo: viene spessissimo definito il settore del futuro quando, invece, è più attuale che mai”. A dirlo è Giancarlo Oranges, amministratore delegato di Askoll Eva, società che produce scooter elettrici e bici a pedalata assistita.
Che cosa significa per voi la sostenibilità e come si declina all’interno dei vostri processi produttivi?
Per noi è sostenibile produrre veicoli elettrici non inquinanti che migliorino la qualità della vita del loro utilizzatore e che portino migliorie a chi lo circonda: le città, i cittadini, gli animali e, in generale, il pianeta. Uno scooter Askoll produce 7g di Co2/km, se l’energia è prodotta da fonti non rinnovabili, altrimenti 0 g.
La nostra sostenibilità non è solo ambientale. Per chi ci sceglie è anche economica: i nostri motorini fanno un pieno di energia con una cifra che si aggira tra i 0,30€ e i 0,45€.
Cerchiamo anche di creare sostenibilità lavorativa per i nostri dipendenti grazie ad un ambiente stimolante, in cui ognuno possa trovarsi libero di esprimere la propria professionalità.
Quanto conta per voi la possibilità di essere inclusi all’interno di fondi di investimento che adottano criteri di sostenibilità ambientale, sociale e di governance?
Trovare investitori che condividano il nostro impegno nei confronti della sostenibilità, intesa in tutte le sue accezioni, rappresenta un interesse primario in virtù dell’affinità “culturale”: già oggi, tra i nostri sostenitori, vi sono fondi orientati fortemente in questa direzione.
Qual è stata l’evoluzione dell’interesse dei clienti per gli scooter elettrici?
In generale l’utente individuale presenta ancora qualche diffidenza rispetto all’elettrico legata alla non perfetta conoscenza della qualità e delle caratteristiche tecnico funzionali che i veicoli elettrici di nuova generazione hanno raggiunto. Tuttavia, grazie anche alle attività di comunicazione e alla qualità dei nostri prodotti, stiamo riuscendo a convincere sempre più utilizzatori ad adottare la mobilità sostenibile.
Quello dell’elettrico è un mercato in crescita e continua espansione. I mercati più sviluppati sono quelli a nord dell’Italia: Francia, Belgio e Olanda in primis, ma anche gli altri Paesi stanno crescendo stabilmente.
Attualmente, nel nostro portfolio clienti, la parte dei professional è più significativa rispetto a quella dei privati.
Ci sono dei vantaggi competitivi nel produrre motorini più sostenibili?
Da parte dello Stato non riceviamo nessuna agevolazione fiscale e nessun incentivo alla produzione.
Uno scooter elettrico costa di più di uno scooter tradizionale semplicemente perché è movimentato da batterie.
Askoll, però, ha fatto un grandissimo sforzo per riuscire a proporre un veicolo elettrico ad un prezzo poco più alto rispetto alla media dei modelli tradizionali.
Quali sono state le difficoltà dei primi anni?
La difficoltà più grande da affrontare è stata comunicativa, ovvero raccontare in parallelo chi eravamo e che cos’è un veicolo elettrico.
I consumatori non sono ancora adeguatamente informati circa la qualità e i vantaggi offerti già oggi dalla mobilità elettrica su due ruote e precedenti esperienze negative hanno contribuito ad aumentare la diffidenza verso questo tipo di soluzione. A noi spetta il piacevole compito di convincerli.
Esistono agevolazioni per chi produce o acquista questo tipo di moto?
I nostri mezzi sono Made in Italy ma l’Italia non offre agevolazioni per chi produce questa tipologia di veicoli.
A livello di acquisto, invece, la Legge Finanziaria prevederà da marzo sconti del 30% sul prezzo di listino, con un tetto massimo di 3.000 euro, per chi sostituisce il proprio motoveicolo endotermico euro 0, 1 o 2. Gli incentivi riguardano i motoveicoli delle categorie L1 e L3, ovvero i veicoli con una velocità massima di 45 km/h e quelli con potenza massima di 11 Kw.
Per quanto riguarda il tema dell’inclusività sul luogo di lavoro, come vi collocate?
Viviamo un contesto volto a favorire la partecipazione di soggetti quanto più ampia possibile: la popolazione aziendale è estremamente variegata, per età, sesso, provenienza geografica e professionale.
Dal punto di vista contrattualistico, utilizziamo tutti gli strumenti più innovativi per conciliare il massimo impegno professionale con la qualità della vita privata: orario fiduciario, home office e part-time.
Dal punto di vista della governance, quali pratiche virtuose adottate?
Uno dei valori storici di Askoll è sempre stato la centralità dell’uomo. A questo proposito la nostra è stata una delle prime aziende, negli ormai lontani anni ’90, ad avere un’altissima percentuale di donne impegnate sulle linee produttive con orario part-time.
Si è voluto concedere anche alle donne con figli, che in passato avevano rinunciato alla loro professionalità per dedicarsi alla famiglia, la possibilità di lavorare ed essere economicamente indipendenti senza rinunciare ad essere mamme. Abbiamo adattato le linee produttive e i turni di lavoro a questa esigenza ed è stato un successo, al punto da diventare case history a livello mediatico.
Galli (Assogestioni): “La nostra responsabilità come industria è quella di proiettare una visione del futuro condivisa e sostenibile nella quale le virtù del risparmio privato si coniugano con il bene collettivo”
Fracassi (MainStreet Partners): “Oggi l’analisi di sostenibilità è un fattore essenziale nel processo di investimento, nella gestione del rischio e nella comunicazione finale con il cliente”
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