Portafoglio, ecco come contenere al minimo le perdite
Hatheway (Gam): “Crediamo che le strategie non direzionali, come i fondi hedge, i premi per il rischio alternativi e alcune scelte non liquide dovrebbero rivestire un ruolo più importante”
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“L’integrazione Esg viene utilizzata dai gestori e dai consulenti per diverse finalità. Se infatti prima veniva impiegata come mero tool di screening nella fase di costruzione del portafoglio, oggi l’analisi di sostenibilità è un fattore essenziale nel processo di investimento, nella gestione del rischio e nella comunicazione finale con il cliente”. Rodolfo Fracassi, direttore e co-fondatore di MainStreet Partners, evidenzia una crescente attenzione da parte delle società di gestione a tre tematiche centrali nel campo della sostenibilità.
La prima è “una maggiore sofisticazione nel processo di integrazione Esg: i gestori si dotano sempre più spesso di advisors esterni o allargano i team interni al fine di non usare semplicemente i dati provenienti da fonti terze. L’integrazione dei fattori Esg risulta sempre più complessa e guidata da analisi sistematiche che rielaborano i dati grezzi al fine di allinearne l’utilizzo ai processi d’investimento già adottati da ciascuna società di gestione”.
La seconda è relativa a un “rafforzamento delle politiche di engagement, sia a livello di casa di gestione che di singolo prodotto. Sono difatti sempre più forti le spinte ad utilizzare l’engagement ed i diritti di voto per indirizzare le aziende verso tematiche ambientali e sociali, come ad esempio compiere azioni concrete per combattere il cambiamento climatico, abbattere il livello di emissioni di CO2 o per gestire e riciclare in modo efficiente le risorse naturali”.
La terza tematica sottolinea “una reportistica sulla sostenibilità e sui dati extra-finanziari sempre più dettagliata, puntuale e sistematica. Sia gli emittenti che gli investitori si stanno muovendo velocemente verso la raccolta, analisi e reporting dei risultati ambientali e sociali per adeguarsi alle normative europee e soprattutto per rendere maggiormente trasparenti i processi decisionali. Insomma i regolatori e gli investitori vogliono conoscere sempre meglio i risultati non solo finanziari ma anche d’impatto in campo ambientale e sociale”.
