Inflazione, Schnabel (Bce): “Nel 2022 calerà, ma i rischi restano”
Il membro Bce elenca tra i pericoli i colli di bottiglia dell'offerta e l'aumento dei salari. Per Algebris e Allianz GI per nuovi annunci dell’Eurotower bisognerà aspettare dicembre
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L’economia dell’Area euro “si è allontanata dal baratro, ma non è ancora fuori pericolo”. Con queste parole la presidente della Bce, Christine Lagarde, ha aperto il Forum delle banche centrali. La numero uno di Francoforte ha spiegato che “in alcuni settori, la carenza di forniture sta frenando la produzione” creando “rischi per la crescita che potrebbero rafforzarsi se la pandemia continua a influenzare i trasporti globali e le movimentazioni dei cargo, così come industrie fondamentali come i semiconduttori”, ma ha sottolineato con forza, ancora una volta, la natura temporanea dell’attuale fiammata dei prezzi.
“Una volta che saranno passati gli effetti indotti dalla pandemia, ci aspettiamo che l’inflazione scenda”, ha scandito, aggiungendo che “guardando oltre la pandemia, ci aspettiamo che l’inflazione si avvicini lentamente” all’obiettivo del 2%. Per Lagarde neanche le aspettative puntano verso rischi di un superamento prolungato del tetto: “Le aspettative di mercato di lungo termine sono salite di circa 50 punti base da inizio anno a circa l’1,75%, e le misurazioni basate su indagini sono salite leggermente all’1,8%”.
Quanto al capitolo stimoli, la presidente della Bce ha chiarito che, una volta terminata l’emergenza pandemica (“obiettivo che si sta avvicinando”) gli acquisti di bond continueranno. La sfida principale per Lagarde è garantire che non si reagisca in modo eccessivo agli shock transitori dell’offerta che non hanno alcun impatto sul medio termine, alimentando anche le forze positive della domanda che potrebbero portare l’inflazione in modo duraturo verso l’obiettivo del 2%. “La nostra forward guidance sui tassi di interesse – ha assicurato – è ben adatta a gestire i rischi dal lato dell’offerta. Questa guidance garantisce che reagiremo solo ai miglioramenti dell’inflazione primaria che confidiamo siano durevoli e che si riflettano nelle dinamiche inflazionistiche sottostanti. E il fatto che l’inflazione possa spostarsi moderatamente al di sopra dell’obiettivo per un periodo transitorio ci consente di essere pazienti sull’inasprimento della politica fino a quando non saremo certi che tale miglioramento sia sostenuto”.
Quasi in contemporanea, dall’altra sponda dell’Oceano, altre rassicurazioni sul fronte inflazione arrivano dal presedente della Fed, Jerome Powell. “L’inflazione è elevata e resterà probabilmente così nei prossimi mesi, prima di rallentare. Con l’economia che continua a riaprire e con il rimbalzo delle spese, stiamo vedendo pressioni al rialzo sui prezzi, dovute soprattutto ai colli di bottiglia nelle forniture in alcuni settori. Questi effetti sono più grandi e duraturi di quanto atteso, ma diminuiranno e, così facendo, l’inflazione dovrebbe tornare indietro verso il nostro obiettivo del 2% a più lungo termine”, ha detto il capo della banca centrale americana nel corso della sua audizione davanti alla commissione Bancaria del Senato a proposito del Cares Act e della risposta alla crisi provocata dal Covid.
Il banchiere centrale ha anche aggiunto che il prodotto interno lordo è aumentato a un passo robusto nella prima metà dell’anno e che la crescita è ampiamente attesa in rialzo a un passo deciso nella seconda metà dell’anno. Inoltre, le condizioni nel mercato del lavoro hanno continuato a migliorare, anche se la disoccupazione continua a pesare in modo sproporzionato sui lavoratori a basso reddito nel settore servizi, sugli afroamericani e sui latinoamericani”.
“Il processo di riapertura dell’economia è senza precedenti, così come lo è stato la chiusura – ha aggiunto Powell -. Mentre la riapertura continua, i colli di bottiglia, le difficoltà di assunzione e altri vincoli potrebbero nuovamente rivelarsi maggiori e più duraturi del previsto, ponendo rischi al rialzo per l’inflazione. Se l’aumento dell’inflazione dovesse diventare una seria preoccupazione, risponderemmo sicuramente e useremmo i nostri strumenti per garantire che l’inflazione raggiunga livelli coerenti con il nostro obiettivo”.
Il futuro comunque continua a dipendere dal virus e i rischi sull’outlook rimangono. “La variante Delta ha provocato un aumento dei casi, causando significative sofferenze umane e rallentando la ripresa economica”, ha concluso Powell, sottolineando quindi l’importanza della campagna vaccinale.
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