Berlino rischia di spuntare tutte le armi della Bce (e di spaccare l’Ue)
La sentenza tedesca non minaccia solo il Pspp, ma anche la flessibilità del Pepp. E pesa sui titoli italiani. I commenti dei gestori
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Il bazooka di madame Lagarde potrebbe iniziare a sparare nuove munizioni già a partire da giugno. La Bce è infatti pronta ad ampliare l’ammontare degli acquisti e la loro composizione se dai prossimi dati emergerà che l’Eurozona è ancora in forte difficoltà. Il piano d’intenti emerge dalle minute dell’ultima riunione di politica monetaria del 30 aprile scorso, nelle quali si legge che il Consiglio direttivo della banca è preparato per adeguare tutte le sue misure, se necessario, al fine di garantire che l’inflazione si muova verso il suo obiettivo in modo sostenuto.
Nel verbale si dice chiaramente che l’istituto “era assolutamente pronto ad aumentare gli acquisti Pepp e ad aggiustarne la composizione, così come all’utilizzo di ogni strumento che ha a disposizione. Agirebbe comunque sulla base dei dati e delle informazioni disponibili per la data del prossimo consiglio nel mese di giugno. Lo farebbe qualora ritenesse insufficienti le misure di stimolo monetario finora messe in campo”.
Perché lo scenario è tutt’altro che tranquillizzante. Le stime messe a punto dallo staff dell’Eurotower relative all’impatto economico della pandemia sull’Eurozona indicano “che anche una profonda recessione di circa il 5% nel 2020 appare ora un esito favorevole, con scenari più gravi che indicano una contrazione fino al 12% del Pil”.
Il Consiglio direttivo – si legge ancora -ha ribadito quindi la volontà di adattare i suoi strumenti e di attuarli con forza in base alla necessità, continuando a prepararsi a intraprendere azioni audaci e innovative per salvaguardare il regolare funzionamento del meccanismo di trasmissione e l’integrità dell’Unione monetaria, con l’obiettivo di sostenere la ripresa economica e realizzare l’obiettivo di stabilità dei prezzi a medio termine. In questo contesto Francoforte ha ritenuto quindi fosse importante sottolineare la flessibilità dell’attuazione del Pepp.
Intanto, dopo le rassicurazioni della Bce, lo spread Btp/Bund è in lieve contrazione a 210,859 212,879 punti base rispetto ai 213,399 della chiusura di ieri. Merito anche del successo del Btp Italia, con il Tesoro italiano che ha collocato un ammontare record di 22,3 miliardi di euro di titoli.
“La Bce è pronta a fare di piú”, commentano gli strategist di Unicredit, secondo cui “il prossimo passo di politica monetaria sarà un aumento della dotazione del Pepp di almeno 500 miliardi di euro e che verrà probabilmente annunciato nella riunione del 4 giugno”.
