La Bce vede nero: “Male il Pil del quarto trimestre, prospettive cupe”
12 novembre 2020
di Elena Scudieri
3 min
Nel bollettino mensile, l’allarme per una ripresa dell’Eurozona che perde slancio. E la conferma che l’Eurotower agirà a dicembre. “Inflazione negativa fino al 2021”
Christine Lagarde
La seconda ondata ha spento la luce in fondo al tunnel e le prospettive dell’economia dell’Eurozona si stanno facendo sempre più cupe. La scura previsione arriva direttamente dalla Bce, secondo cui il Pil tornerà a contrarsi sensibilmente nel quarto trimestre del 2020 per una chiusura d’anno in cui ci sarà davvero poco da festeggiare. Dal canto suo però l’Eurotower garantisce, come ribadito ieri dalla presidente Christine Lagarde, di essere pronto ad agire a dicembre, dopo aver attentamente valutato il contesto e tutte le informazioni e i dati a disposizione.
“La recrudescenza dei contagi da coronavirus torna a porre una serie di sfide per la salute pubblica e le prospettive di crescita dell’area euro e delle economie a livello mondiale – si legge nel consueto bollettino mensile -. Le informazioni più recenti indicano che la ripresa economica perde slancio più rapidamente delle attese, dopo il forte, benché parziale e disomogeneo, recupero dell’attività economica nei mesi estivi. E l’incremento dei casi di Covid-19 e il connesso inasprimento delle misure di contenimento pesano sull’attività, provocando un evidente deterioramento delle prospettive a breve termine”.
Ecco quindi la previsione di una fine d’anno pesante per il Pil. Per i tecnici di Francoforte il perdurante aumento porterà infatti, con ogni probabilità, “a un significativo ridimensionamento della crescita del prodotto nell’ultimo trimestre dell’anno”. Al tempo stesso, avverte ancora la Bce, “la ripresa continua a essere disomogenea tra i diversi settori, con quello dei servizi che si rivela il più duramente colpito dalla pandemia in parte a causa della sua esposizione alle misure di distanziamento sociale”.
A questo proposito, spiega ancora la Bce, nella prima metà del 2020 la pandemia ha determinato “la più marcata contrazione mai registrata dell’occupazione e del numero totale di ore lavorate, mentre gli effetti sul tasso di disoccupazione sono stati più limitati per effetto dei regimi di sostegno all’occupazione”. E anche se gli indicatori a breve termine del mercato del lavoro hanno registrato una parziale ripresa, continuano comunque a segnalare una dinamica restrittiva.
In una prospettiva di più lungo periodo, stando all’Eurotower, la possibilità di una ripresa sostenuta continua sempre a dipendere, in larga misura, dall’evoluzione della pandemia e dal buon esito delle politiche di contenimento. “L’incertezza riguardo all’evoluzione della pandemia attenuerà verosimilmente il vigore della ripresa del mercato del lavoro nonché dei consumi e degli investimenti, tuttavia l’economia dell’area euro dovrebbe continuare a essere sorretta dalle condizioni di finanziamento favorevoli, dall’orientamento espansivo delle politiche di bilancio e dal graduale rafforzamento dell’attività e della domanda a livello mondiale”, si legge ancora nel bollettino.
Certamente l’istituto centrale continuerà a fare la sua parte. “Nell’attuale contesto in cui i rischi sono chiaramente orientati verso il basso, il Consiglio direttivo della Bce valuterà con attenzione le informazioni più recenti, inclusi la dinamica della pandemia, le prospettive sul rilascio di un vaccino e l’andamento del tasso di cambio. Il prossimo esercizio delle proiezioni macroeconomiche degli esperti dell’Eurosistema che si svolgerà a dicembre consentirà un riesame approfondito delle prospettive economiche e del quadro complessivo dei rischi – assicurano ancora una volta da Francoforte -. Il Consiglio direttivo della Bce ricalibrerà quindi i suoi strumenti, ove opportuno, al fine di rispondere all’evolvere della situazione e di assicurare che le condizioni di finanziamento restino favorevoli per sostenere la ripresa economica e contrastare l’impatto negativo della pandemia sul profilo previsto per l’inflazione”.
Inflazione che dovrebbe restare negativa fino all’inizio del 2021, sulla scorta dei prezzi correnti del petrolio e dei relativi contratti future, e tenendo conto della temporanea riduzione dell’imposta sul valore aggiunto in Germania. “Le pressioni sui prezzi nel breve periodo si manterranno contenute per effetto della debolezza della domanda, in particolare nei settori dei viaggi e del turismo, nonché delle minori pressioni salariali e dell’apprezzamento del tasso di cambio dell’euro”, avverte infine il bollettino.
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